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Concessioni Balneari: il Consiglio di Stato dichiara “illegittima la proroga”

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Il Consiglio di Stato dichiara “illegittima la proroga” delle concessioni balneari. La decisione del Consiglio di Stato mette fine al problema della proroga, che riesta però irrisolto sul tavolo del governo Meloni. La sentenza riguarda un ricorso presentato dall’Autorità garante della concorrenza (Agcm) contro il Comune di Manduria, che aveva esteso le concessioni balneari fino al 2033 con una delibera di giunta nel novembre del 2020, in base alla legge 145/2018.

Concesioni balneari: Sentenza del Consiglio di Stato

L’Agcm ha presentato diverse diffide contro i Comuni che avevano applicato la proroga al 2033, tra cui Manduria, ritenendo l’estensione in contrasto con il diritto europeo. Dopo che il Tar di Lecce ha respinto il ricorso dell’Agcm, quest’ultimo si è rivolto al Consiglio di Stato, che con la sentenza n. 2192 del 1° marzo scorso ha dato ragione all’Autorità garante della concorrenza, citando la sua pronuncia emessa in adunanza plenaria a novembre 2021, che ha dichiarato illegittima la proroga al 2033 e ha proibito qualsiasi ulteriore rinnovo automatico sulle concessioni balneari.

La Corte di giustizia europea si pronuncerà il 20 aprile sulla questione, probabilmente in linea con la decisione del Consiglio di Stato.

Governo italiano e Bolkestein

La sentenza afferma che ci sono tutti gli elementi necessari per consentire alle Amministrazioni di bandire gare per il rilascio delle concessioni demaniali. Resta sul tavolo del governo italiano, da sciogliere il nodo della proroga delle concessioni balneari, poiché l’Unione Europea ha chiesto all’Italia di recepire la Bolkestein.

La sentenza del Consiglio di Stato ha un impatto significativo sulle concessioni balneari in Italia, poiché proibisce qualsiasi ulteriore rinnovo automatico delle concessioni. Ciò significa che le amministrazioni locali dovranno bandire gare per il rilascio delle concessioni.

Balneari: “….la nostra battaglia continua”

Il Sib-Confcommercio Grosseto ha espresso la sua ferma opposizione alla applicazione della direttiva Bolkestein alle concessioni demaniali marittime, ribadendo la propria posizione su una questione che ha assunto grande rilevanza nel panorama economico italiano. Secondo il presidente del Sib-Confcommercio Grosseto, Daniele Avvento, la tutela delle imprese balneari italiane che producono una grande parte del Pil del Paese dovrebbe essere garantita da una legge coerente che sostituisca la legge Draghi sulla trasparenza, ritenuta inadeguata e insufficiente a tutelare i diritti dei concessionari attualmente operanti.

Il Sib-Confcommercio ha affermato che il Consiglio di Stato non può arrogarsi poteri legislativi che spettano ad altre istituzioni dello Stato e che eventuali bandi di gara non possono ignorare gli investimenti fatti dagli attuali concessionari e gli sforzi che essi mettono in campo per il ripristino delle condizioni di esercizio delle strutture balneari spesso danneggiate da eventi calamitosi imponderabili.

La concorrenza non deve essere promossa a discapito dei titolari delle aziende

Secondo il Sib-Confcommercio Grosseto, la concorrenza non deve essere promossa a discapito dei titolari delle aziende che hanno creato le proprie attività, ma deve essere basata su un corretto bilanciamento tra l’esigenza di una maggiore concorrenza e la tutela dei diritti dei concessionari attualmente operanti. Il presidente ha ribadito che né la Costituzione Italiana né il Trattato europeo consentono un indebito arricchimento di taluni e un ingiusto depauperamento di altri.

Ha inoltre espresso queste idee in un comunicato stampa accompagnato da una lettera inviata al Presidente della Repubblica italiana. Il sindacato ha sottolineato l’importanza di tutelare le imprese balneari italiane che svolgono un ruolo fondamentale nell’economia del Paese e ha ribadito la propria posizione sulla questione Bolkestein. La sua posizione è stata espressa in maniera chiara e decisa, con l’obiettivo di difendere gli interessi dei concessionari attualmente operanti e garantire una maggiore tutela dei diritti delle imprese balneari italiane

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