Politica
Crisi Meloni-Salvini: “Al governo andiamo solo con chi ha visioni comuni”

Meloni torna parlare di venti di crisi con Salvini.
Nonostante l’appello accorato del leader del Carroccio, nel giorno di San Valentino, di mettere di lato i dissapori e cominciare da un nuovo inizio, Meloni si mostra fredda, a distanza di giorni: “Basta complessi di inferiorità, basta inseguire le sirene della sinistra. Abbiamo le carte in regola per governare l’Italia“, dice.
E aggiunge: “Fratelli d’Italia ha le carte in regola per governare questa nazione. È un partito che non ama il Palazzo ma ama l’Italia. La nostra opposizione non è strumentale o fine a se stessa ma è sempre accompagnata da una proposta, perché non siamo il partito del no come dicono molti signor sì: noi siamo il partito che vuole rappresentare con orgoglio il campo del centrodestra. È quello che ci chiedono i cittadini che non comprendono più chi insegue le sirene della sinistra, che ci chiedono di non avere complessi di inferiorità“.
Il riferimento a Matteo Salvini è palese. E sulle elezioni dice: “I sondaggi ci dicono che con il proporzionale avremmo molti più parlamentari ma non mi interessa eleggere dieci parlamentari in più e gettare l’Italia nel pantano. Abbiamo due certezze: con l’attuale legge elettorale senza Fratelli d’Italia non si vince in nessun collegio uninominale; se imporranno il proporzionale Fratelli d’Italia potrebbe affermarsi come primo partito ed essere il perno sul quale costruire un nuovo governo. Con buona pace di chi racconta che saremmo isolati“.
Insomma, per Meloni bisogna essere coesi in opposizione e contro Draghi, specificando come una coalizione sia possibile solo nel caso di punti di veduta comuni: “Al governo vogliamo andare con chi condivide la nostra stessa visione del mondo. Vogliamo conoscere le regole di ingaggio della coalizione; se le larghe intese sono effettivamente una parentesi e se si esclude di riproporle nella prossima legislatura; se la posizione comune è ancora quella di non sostenere in alcun caso una legge proporzionale. Perché l’elezione del presidente della Repubblica ha dimostrato che se il centrodestra fosse stato compatto avrebbe frantumato il campo avversario e cambiato la storia“.









