Dal Governo via libera a chi ha esercitato effettivamente la professione sanitaria

Il Ministero della Salute aiuterà migliaia di operatori che da anni lavorano nel settore sanitario, e che a seguito della legge 3 del 2018, non sono più nelle condizioni di iscriversi in un albo

Dal Governo via libera a chi ha esercitato effettivamente la professione sanitaria

La manovra voluta dal Movimento 5 Stelle, dà il via libera a chi esercita professioni sanitarie senza titolo. Il comma 283-bis e la modifica della legge vigente, concede una proroga per l’iscrizione agli Albi da parte dei professionisti senza i corretti titoli.

I requisiti richiesti per l’inclusione nei nuovi albi speciali sono i seguenti: il professionista dovrà aver svolto l’esercizio della professione per almeno 36 mesi negli ultimi 10 anni, anche in modo non continuativo.

Chi sono i professionisti che potranno usufruire della nuova legge?

Il riferimento è per i tecnici sanitari e di laboratorio, tecnici della riabilitazione e della prevenzione. Potranno continuare a svolgere l’attività professionale iscrivendosi in appositi elenchi speciali.

Nella legge di bilancio è stata inserita la deroga per l’iscrizione agli ordini per chi ha svolto professioni sanitarie senza il possesso di un titolo abilitante per l’iscrizione all’albo

Iscrizioni negli elenchi speciali entro il 31 Dicembre 2019

I professionisti potranno continuare a svolgere la professione con la condizione che si iscrivano entro il 31 dicembre 2019, in appositi elenchi speciali.

Quest’ultimi saranno messi a disposizione dal Ministero della Salute entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge di bilancio.

Titoli equiparati delle professioni?

Come afferma lo stesso Ministero della Salute, l’iscrizione nelle liste speciali, non comporterà un’equiparazione con chi è iscritto agli Albi dei professionisti istituiti dalla legge Lorenzin, ma sarà solo un aiuto per continuare ad esercitare la professione. inoltre l’inclusione nelle liste “non comporterà un automatico diritto a un diverso inquadramento contrattuale o retributivo, a una progressione verticale o al riconoscimento di mansioni superiori”.

Perchè il Ministero della Salute ha preso questa decisione?

Migliaia di operatori che da anni lavorano nel settore sanitario, a seguito dell’approvazione della legge 3 del 2018, non sono più nelle condizioni di iscriversi in un albo professionale come indicato nella nuova normativa.

Le figure maggiormente maggiormente penalizzate dalla legge del 2018 sono, pertanto, massofisioterapisti, educatori professionali, ma anche di altre categorie più circoscritte.

Molti di questi operatori non hanno partecipato alle procedure indette, a suo tempo, dalle stesse Regioni per la equivalenza ai titoli universitari non essendone prevista la necessità dal quadro normativo di allora; altri si sono formati frequentando corsi organizzati dalle Regioni che però non sono riconosciuti e validi per l’iscrizione agli albi.

Grazie al nuovo emendamento il Ministero della Salute tutelerà tutte quelle persone professionisti che lavorano stabilmente da decenni e che rischiano di perdere il lavoro.

I senatori Elisa Pirro, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Commissione Bilancio di Palazzo Madama, e Fabrizio Trentacoste, e la deputata Marialucia LOREFICE, presidente della commissione Affari Sociali della Camera dei deputati, hanno spiegato ”Nel nostro Paese ci sono persone che da decenni esercitano delle professioni all’interno del Servizio sanitario nazionale con competenza e dedizione, ma con l’entrata in vigore della legge Lorenzin, che prevede tra l’altro anche l’istituzione del nuovo ordine ultrapluriprofessionale, adesso rischiano la perdita dell’attivita’ professionale o il licenziamento. Per questo si e’ reso necessario un intervento urgente, perche’ quel professionista per poter continuare ad esercitare deve iscriversi obbligatoriamente all’albo, altrimenti incorre nel reato di esercizio abusivo della professione e rischia il licenziamento”. 

Misura dello Stato per impedire che i professionisti perdano il lavoro

Lo Stato vuole tutelare tutte quelle persone che lavorano da decenni con professionalità e che ora rischiano di perdere il lavoro e allo stesso tempo vuole impedire che in futuro situazioni analoghe, frutto di norme che l’hanno permesso, non si ripetano più. (AGI)

Con la legge di Bilancio si vuole quindi risolvere una situazione che per coloro che hanno effettivamente esercitato la professione rappresenta delle criticità, evitando ai professionisti di perdere il lavoro acquisto grazie alle loro competenze, sebbene ciò non consenta l’equiparazione ai titoli per i quali è prevista l’iscrizione ai relativi albi professionali.

Nello specifico, prosegue il governo:riconosciamo a coloro che attualmente esercitano una professione in assenza di titolo idoneo perchè non obbligatorio prima dell’entrata in vigore della legge Lorenzin, la possibilità di continuare a svolgere la propria attività, sia nel caso di lavoro dipendente sia autonomo, purchè abbiano svolto un’attività professionale per un periodo minimo di 36 mesi, anche non continuativi, negli ultimi 10 anni“.

Questi lavoratori dovranno iscriversi, entro il 31 dicembre 2019, in elenchi speciali a esaurimento.

I professionisti possono regolarizzare il riconoscimento delle equivalenze

Il lavoratore in possesso di un titolo conseguito prima dell’entrata in vigore della legge 42 del 1999 ha la possibilità di regolarizzare la propria situazione partecipando alle procedure per il riconoscimento delle equivalenze, da attivarsi a cura delle Regioni.