Editoria in crisi: l’Unità non andrà più in stampa

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L’Unità da venerdì 1 agosto non sarà più in edicola, la comunicazione ufficiale viene data da Nuova iniziativa editoriale spa, società che edita il giornale.

La notizia lascia molto perplessi anche chi non era un grande sostenitore del giornale partitico, in quanto sapere che l’Unità non andrà più in stampa a causa di una mancanza dei fondi della società editrice, significa dover ammettere il collasso del giornalismo “su carta stampata”.

Proprio nell’anno in cui il giornale vede la sua novantesima primavera da quel famoso giorno in cui la rivista fu fondata da Antonio Gramsci nel 1924, dover annunciare che l’Unità non andrà più in stampa, è probabilmente quella notizia che mai Luca Landò, il direttore, si srebbe mai sognato di dover dare.

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Eppure la situazione non era delle più floride già da qualche mese, si parlava ormai infatti di una sorta di cronaca di una morte annunciata della testata, nonostante gli sforzi della società editrice che ha cerato in tutti i modi, attraverso dei piani salva-giornale, di evitare la tragedia.

Non mancano chiaramente le accuse più che palesi che il direttore Landò e il vice direttore Pietro Spataro hanno rivolto nei confronti del Pd, definendolo “incapace di trovare una soluzione per l’Unità”. Lo stesso Spataro su twitter rilancia: “Chi aveva detto #iostoconlunita oggi devono dimostrare con fatti di stare davvero con l’unità #unita#pd#Renzi”. 

Certo è che assistere “alla morte” di un giornale di grandissimo peso storico e politico come l’Unità comunque non può lasciare nessuno indifferente, in quanto l’informazione, anche se non super partes va tutelata, per lo meno da chi viene tutelato ogni giorno  da questo tipo di informazione.

Sara Alvaro