ELEZIONI IN UMBRIA: il centrodestra vince con il 57% nella regione fantasma

Con il 57% di voti, la coalizione di centro-destra si prende la snobbata Puglia e stacca sia il PD che il M5S (22% e 7,2%).

ELEZIONI IN UMBRIA: il centrodestra vince con il 57% nella regione fantasma

In Italia è da sempre tradizione trasformare il tutto in niente e viceversa, il niente in tutto. Le elezioni regionali in Umbria hanno portato al voto meno di 700.000 persone, ma per il rumore che hanno prodotto sembra che quel numero abbia almeno due zeri in più, 70 milioni di cristiani. Insieme a Valle d’Aosta, Basilicata, Molise ed Abruzzo, l’Umbria è spesso considerata una delle regioni fantasma del nostro stivale. In pochissimi sanno collocarla nella cartina geografica, in ancora meno ne conoscono il capoluogo e la sua popolazione rappresenta solamente il 2% (!) di quella complessiva italiana. Tutti i politici, in maniera trasversale da destra a sinistra, se ne fregavano altamente prima della tornata elettorale e dulcis in fundo, da domani, continueranno coerentemente a farlo. Nonostante ciò, queste elezioni sono state spacciate come il test spartiacque del governo nazionale, la classica allucinazione tricolore.

I numeri delle urne:

Alla vigilia del voto umbro, il centrodestra aveva un rigore a porta vuota e come largamente previsto ha gonfiato la rete con agio totale. Dopo gli scandali confezionati dal PD e dalla governatrice Catiuscia Marini, gli umbri avevano il sacrosanto diritto di cambiare ed era perciò quasi impossibile non vedere Salvini & company al primo posto, esattamente come altrettanto difficile era non assistere alla debacle della fazione avversaria. La coalizione di centrodestra trionfa grazie al 57% di voti contro il 37% dell’alleanza PD-M5S, realizzando un simil-cappotto tennistico. I dati parlano chiaro e mostrano a tutti uno schiacciante trionfo della Lega Nord che raccoglie il 37% e quasi doppia il PD fermo al 22%, mentre Fratelli d’Italia (9,8%) supera clamorosamente il Movimento 5 Stelle (7,2%).

L’analisi di un risultato così netto risulta abbastanza lineare:

  • L’alleanza giallo-rosa è stata assemblata in maniera troppo frettolosa e senza una sufficiente preparazione per poter anche solo pensare di contendere la vittoria al centrodestra;
  • Agli occhi degli elettori grillini, il movimento pentastellato ha perso credibilità alleandosi prima delle elezioni con il PD e per ovvia conseguenza di fattori il consenso è drasticamente calato;
  • La precedente ed oscena gestione di governo da parte del PD ha causato un’emorragia di voti incolmabile, rendendo davvero scontato l’esito di questo turno elettorale;
  • Con l’avanzare del partito di Giorgia Meloni, la coppia Lega Nord-Fratelli d’Italia arriva a soli 3 punti percentuali dal 50% e dà la sensazione di poter fare a meno di Berlusconi;
  • Il cambio di rotta di una regione storicamente orientata verso sinistra come l’Umbria, andata questa volta in direzione opposta, potrebbe ripetersi anche in Calabria a fine novembre ed in Emilia-Romagna a gennaio 2020;
  • Il Movimento 5 Stelle ha comunicato che: “Il patto civico per l’Umbria lo abbiamo sempre considerato un laboratorio, ma l’esperimento non ha funzionato. Il Movimento nella sua storia non aveva mai provato una strada simile. E questa esperienza testimonia che potremo davvero rappresentare la terza via solo guardando oltre i due poli contrapposti”;
  • Mettendo erroneamente sullo stesso piano un voto micro (regionale) con un voto macro (nazionale), da domani Matteo Salvini continuerà prevedibilmente a proporre il ritorno al voto e la relativa caduta del governo;
  • E’ chiaro persino a un cieco che formando alleanze con una qualsiasi altra forza politica, Lega Nord o PD, il Movimento 5 Stelle perde consensi;
  • L’unione giallo-rosa in Umbria, proprio dove i 5 stelle avevano smascherato le vergogne del centrosinistra, era sin dall’inizio inguardabile;
  • Equiparare il voto regionale nella snobbata Umbria con il voto nazionale è semplicemente assurdo;
  • Matteo Renzi (l’altro Matteo) non si è visto nè sentito. La diversamente volpe di Rignano non era infatti presente sulla scheda elettorale, considerando che il suo partito Italia Viva è vivo solo di nome, non di fatto. Ad essere generosi avrebbe raccolto al massimo il 2-3% di voti in Umbria ed il PD intero, primo su tutti l’ineffabile Zinga, lo avrebbe perculato dalla mattima alla sera. Per una volta ha fatto la mossa giusta. Grande Mattè!;

 

Riccardo Chiossi