Et voilà!…il miracolo è servito!

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Che fortunato Paese, il nostro!

Nei momenti più bui ci capita sempre qualcosa di straordinario, che illumina di nuovo a giorno l’oscurità che ci soffoca tutt’intorno, che ci fa sentire meglio, che ci fa riprendere fiducia in un futuro radioso e pieno di pane amore e fantasia.

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E cosa c’è di più straordinario, nel caso specifico, di un bel miracolone del Papone nazionale, quello della rivoluzione copernicana, quello che più umano non si può, comprese le sue sante contraddizioni, come quella, ad esempio, di andar in giro senza macchina blindata mentre contemporaneamente mette sotto processo due giornalisti di uno Stato straniero, teoricamente sovrano, solo per aver fatto il proprio lavoro sputtanando il magna magna secolarizzato di Santa Madre Chiesa?

Cosa c’è di più straordinario di un Papa che bacia una bambina e la guarisce dal cancro al cervello?

Un miracolo che, se mi perdonate la botta di volgare pragmatismo, risolve non pochi problemi di natura tecnico-politico-immaginifica anche al Regime e al circo girotondante che gli bercia intorno.

Intanto, in tempi in cui si vuol far passare il terrorismo islamico come una guerra di religione, un bel miracolo sbatte i pugni sul tavolo e mette bene in chiaro qual’è quella che se la comanda, con il conseguente beneficio, come se già non bastasse questo, di ridar fiato ad una fascisteria italiana che fino a pochi giorni fa, tra una cazzata e l’altra, è stata allo sbando peggio della comunisteria varia ed eventuale dello schieramento opposto…vabbè, proprio opposto opposto no, ma questa è un’altra storia.

Oltre a questo, con ‘sta fame di madonne che non piangono più come una volta, un bel miracolotto è proprio quel che ci vuole per distrarre un popolo tanto timorato di Dio dalla consapevolezza che Roma collasserà sotto i piedi dei pellegrini, tra un coprifuoco e l’altro, tra una carneficina e l’altra, dalla vista desolante di un Paese che va in pezzi, dilaniato dalla paura, dall’ignoranza, dalla cieca violenza del più forte sul più debole, dal pensiero che da qui a qualche giorno diventeremo bersagli in un campo di tiro perché i nostri apparati di sicurezza non potranno garantire la sicurezza di nessuno, tra giubbotti antiproiettile scaduti, armi e munizioni vecchie e difettose, e un ministro degli interni che pensarlo responsabile anche soltanto del ministero rionale per il recupero della formica rossa della Bassa Padania mi vengono i brividi di sudore freddo.

Il caro, vecchio, sempiterno miracolo funziona da dio, mi par il caso di scrivere, anche per far ingoiare come grande e salvifico evento l’apertura del sipario sul più grande palcoscenico che nelle condizioni attuali un terrorista o anche solo un mitomane da quattro soldi possano sognare mentre la solita cricca di sciacalli si ingozzerà di mazzette, potere e privilegi, ché non sia mai che non ci mangiano sopra come fanno sempre, già sistemati come sono intorno alla tavola imbandita con il bavaglino ben allacciato e il filo di bavetta che gli pende da un angolo della bocca.

Non so a voi, ma a me l’unico pensiero, che rende più sopportabile tutto questo tristissimo ennesimo teatrino, va alla piccola Gianna, di Warrington, in Pennsylvania, che per una meravigliosa magia biologica sta sconfiggendo il cancro al cervello.

Forza piccola, ti auguro una vita lunga e piena di cose meravigliose.

Altro che miracoli in televendita planetaria.

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