Politica
“Facebook contro la pagina di Casapound: non vogliamo che usino i nostri servizi”

Continua la battaglia legale tra Facebook e Casapound, dopo l’oscuramento della pagina del partito di estrema destra operata nei mesi scorsi dal colosso dei social network. In quella occasione, Facebook giustificò la decisione con la volontà di oscurare i canali di organizzazioni che diffondessero odio.
L’ordinanza del tribunale: riapertura immediata della pagina
A riaprire la discussione è stata l’inattesa decisione del Tribunale di Roma che, con un’ordinanza emanata il 12 Dicembre, ha ordinato a Facebook l’apertura immediata della pagina. Una decisione, questa, che il colosso americano dei media non ha preso di buon grado, tant’è che i legali hanno già fatto appello.
Non vogliamo che le persone o i gruppi che diffondono odio o attaccano gli altri sulla base di chi sono utilizzino i nostri servizi, non importa di chi si tratti.
Queste le parole di uno dei portavoce della compagnia, che ha dunque dichiarato di voler continuare la battaglia legale. Il provvedimento cautelare, in ogni caso, potrebbe essere annullato nel corso dei diversi gradi di giudizio previsti dalla legge.
Di Stefano (Casapound): “Motivazioni da centro sociale”
La replica non si è fatta attendere, ed è arrivata direttamente da Davide Di Stefano, leader di Casapound. “I reclami di facebook sembrano scritti da un militante dei centri sociali” ha dichiarato, “non facciamo odio e, inoltre, non può essere facebook a stabilirlo. Per questo c’è lo Stato”.
Le motivazioni del giudice
Il Giudice che ha emanato l’ordinanza è Stefania Garrisi del Tribunale di Roma. Alla base della decisione ci sarebbe l’attuazione dei principi cardine dell’ordinamento di cui all’articolo 49 della Costituzione della Repubblica Italiana, vale a dire il cosiddetto “Pluralismo” politico. Rimuovendo da facebook la pagina di Casapound, secondo il giudice, il partito sarebbe automaticamente escluso dal dibattito politico.
La palla passa ora a un colleggio del Tribunale di Roma (di cui non farà parte Stefania Garrisi) che dovrà dunque farsi carico di accogliere o respingere il reclamo di Facebook.









