Fine vita, Giorgio Galli: “ora il governo deve intervenire”

L'analisi di uno dei più conosciuti politologi italiani

Intervistato dal quotidiano Repubblica, il politico Giorgio Galli ha analizzato l’attuale situazione legislativa del fine vita.

È chiaro che l’idea di normare il fine vita e il diritto al suicidio assistito è di fondo liberale. La spaccatura in questo caso non è tra destra e sinistra, ma tra laici e cattolici dei due schieramenti. Io però vedo in questo caso un problema procedurale“.

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Secondo il politologo, un gran numero di persone di tutti i diversi schieramenti sono favorevoli a un intervento,  “tra l’altro la destra italiana ha la caratteristica di avere uno scarso contenuto religioso, a differenza di quella americana ad esempio”, ha commentato Galli.

Tuttavia, nonostante lo scorso contenuto religioso, per il politologo in ogni partito è presente una componente cattolica che si oppone all’intervento:

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La spaccatura è sia a destra che a sinistra, ci sono in gioco una coscienza laica e una cattolica. Non è improbabile che una regolazione del fine vita sia non sgradita agli elettori della destra. Ma altra cosa è la destra politica, che può prendere spunto in questo caso per fare polemica“.

Galli chiarisce che non si tratta di introdurre l’eutanasia di stato ma semplicemente di lasciare piena libertà alle persone:

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Oggi l’allungamento della vita porta con sé la necessità di legiferare perché i casi un tempo rarissimi possono diventare sempre più frequenti. Si tratta ovviamente di una scelta cui nessuno è obbligato“.