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Governo KO: Riforma del Senato e Cottarelli i grattacapi di Renzi

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governo KO

La settimana politica si conclude davvero male per il governo Renzi. Tumulti in aula, il governo KO su alcuni emendamenti alla Riforma Senato, il commissario alla spending Review Cottarelli che minaccia di andarsene e ancora la questione Mogherini sul tavolo.

Andiamo con ordine: il M5S, Lega e SEL continuano l’ostruzionismo in aula sulla riforma Senato e il risultato pratico portato a casa dal Governo, grazie anche al voto segreto, è il governo KO sulla votazione ad alcuni emendamenti, la senatrice Laura Bianconi, NCD con una sospetta lussazione alla spalla in quanto colpita durante i tumulti in aula, seduta sospesa. Dalle file delle opposizioni intanto si sono levati cartelli di protesta abbastanza eloquenti, almeno dal punto di vista grammaticale, perché sono comparsi degli osceni “Qual’è” apostrofati che fanno immaginare che forse i Senatori amano più l’Italia dell’italiano. Forse. A nulla è quindi servito lappello di Renzi ai Senatori.
L’emendamento che ha portato il governo KO è il n°1.1979 e prevede che il Senato abbia competenza anche su temi etici, come salute e testamento biologico, emendamento osteggiato dal governo..se per caso ci ricordiamo che c’è bisogno di una legge sul fine vita, in attesa dai tempi del caso Eluana Englaro.
Intanto Matteo Renzi sulla vicenda dei franchi tiratori del PD afferma che non siamo ai livelli dei 101 traditori dei tempi in cui si doveva eleggere Prodi Presidente della Repubblica…vabbè ci sta. Poi dichiara che non ha mai visto un governo autoritario che concede il Referendum su una riforma. Qui direi che un Presidente del Consiglio che vuole riformare la Costituzione debba quanto meno conoscere la stessa nei suoi istituti basilari. Infatti lui non ci sta concedendo nulla che non sia già in Costituzione.
Ecco il testo dell’art. 138:

“Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione.
Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.
Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.”

Appare di tutta evidenza che nel caso in cui non ci sia una maggioranza dei 2/3 sulla Riforma Senato, improbabile ora, è previsto che i cittadini possano far ricorso al Referendum, basta la richiesta di 1/5 dei membri del Parlamento, cifra irrisoria rispetto alle opposizioni attuali.

Non solo Governo KO sulla Riforma Senato : Cottarelli minaccia di andarsene.

Problemi anche con Cottarelli, Commissario alla Spending Review, che minaccia di andare via perché non vi sono, secondo lui, le coperture finanziare per le riforme Renzi. Due dati qui emergono: a questo punto sono fondati i timori di molti sulla necessità di una nuova manovra lacrime e sangue in autunno con buona pace di coloro che hanno ricevuto gli 80 euro in busta e tanta rabbia di chi neanche quelli ha ricevuto. Altro punto, in base alla nostra Costituzione non vi possono essere nuove spese senza l’indicazione delle coperture, bene quindi Cottarelli a non voler prendere la responsabilità di spese ulteriori senza coperture, ma Renzi a cosa pensa quando scrive una riforma, solo al tornaconto elettorale e ad apparire l’uomo solo al comando? In effetti lui dice che andrà avanti comunque anche senza Cottarelli. A scatenare la reazione di Cottarelli è stata l’approvazione nella Riforma della Pubblica Amministrazione del pensionamento nel scuola per 4000 insegnati che potranno andare in pensione con le norme pre- Fornero, ovvero con la famosa quota 96.
La formula utilizzata per la copertura è molto lacunosa, infatti dice che la copertura sarà trovata tramite tagli lineari ai ministeri o riduzione spese, il che vuol dire in linea di massima togliere servizi. Secondo Cottarelli ciò impedirà il taglio delle tasse.
L’unica notizia certa per gli italiani ora è che siamo in una bruttissima situazione!

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