I Rom: una storia troppo spesso ignorata

bandiera rom

Popolo romanò: Storia di genti che viene dall’oriente

-Conferenza in un Liceo scientifico sullo sterminio nei campi di concentramento.

-Uditori: studenti di classi 5, prossime al diploma

-Protagonista della conferenza un ragazzo Rom

Il ragazzo Rom si alza e chiede: Chi sa dirmi chi sono i Rom? SILENZIO ASSOLUTO

Ci affanniamo a conoscere storie di popoli lontani da noi e non ci preoccupiamo di confrontarci con una realtà che ci è vicina, che viviamo ogni giorno. Quella del popolo romanò(rom che è un etnonimo derivante da dom che in sanscrito significa uomo), è una storia millenaria che trova le sue origini nel continente asiatico, per essere più precisi, in india. È stato scoperto mediante un accurato lavoro filologico che i parlanti romanès(la lingua dei rom) sono nativi dell’india nord-occidentale, e che vi hanno dimorato, nelle terre del Punjab, Uttar Pradesh , il Sindh e Rajasthan, l’attuale Pakistan, sino all’anno mille. Anno quest’ultimo in cui i Rajputt(figli del re) i rom di allora, furono barbaramente schiavizzati dall’esercito di un condottiero Persiano chiamato Mahmud di Ghazni, il quale volle che le romyà(donne rom) lavorassero nelle case dei signori facendo loro da donna di servizio, che i bambini venissero tolti alle famiglie per essere così educati secondo l’educazione musulmana ed infine che gli uomini lavorassero al servizio del sovrano. Ad essere catturati furono circa 53.000 abitanti di Kannauj città situata a 82km a nord-ovest di Kanpur nell’attuale Uttar Pradesh. ritenuta all’epoca intellettuale poiché ricca di cultura. Alcune comunità dom dopo l’invasione degli arabi si diressero verso l’Armenia dove vennero nominati Lom, altri gruppi invece andarono verso l’africa e verso la grecia, in quest’ultimo il termine dom divenne Rom e si acquisì l’eteronimo zingaro. Questo termine sembra derivare dal nome di una antica setta eretica nota a Bisanzio col nome di: atsinganoi letteralmente traducibile come “colui, coloro che non vogliono toccare o essere toccati. Dopo l’invasione dell’impero ottomano in Grecia,la popolazione romanì iniziò un lungo peregrinare. I rom calabresi per esempio sono presenti in Calabria Italia dal 1350 ma si hanno fonti scritte che ne testimoniano la loro presenza nella città di Cosenza che risalgono al 1647 anno in cui ci fu una rivolta da parte del popolo contro la classe patrizia che aveva allora alzato di molto le tasse, a cui parteciparono anche i Rom. Le comunità romanès oggi sono presenti in tutto il mondo, vengono stimate oltre 20 milioni. Oltre 12 milioni solo in Europa circa 180 mila in Italia, dove più della metà abitano nelle case.La storia di questo popolo perseguitato e mal visto da sempre è misconosciuta, non è nemmeno studiata a scuola e né menzionate nei testi scolastici. Nessuno conosce le barbarie che questo popolo ha subito: la schiavitù nei principati rumeni e l’uccisione in massa nel periodo nazi- fascista. Negli anni si continua a vedere i rom come esseri da evitare, perché sempre ai margini, perché li si pensa come persone che rubano i bambini e altri mille miti e falsi steriotipi.  L’ignoranza colpisce l’umanità, nessuno sa che il popolo Romanò è formato da cinque grandi gruppi principali: Rom, Sinti, Kalè, Manush, Romanichals (i famosi traveller). Tutti li giudicano ma nessuno vuole conoscerli, troppo difficile tanto è che si continua a scegliere la non conoscenza diretta, e quest’ultima è l’anticamera del pregiudizio.

Loading...
Potrebbero interessarti anche