Il tempo per iniziare

Parte il governo giallo-verde, tra sogni, promesse e utopie.

Spesso si sente dire che il tempo sia un’invenzione dell’uomo e per questo la velocità del suo scorrere più o meno velocemente dipende semplicemente da come noi lo percepiamo. questa affermazione appare del tutto perfetta se applicata alla politica e guardando a solamente sette giorni fa, possiamo renderci conto di come tutto sia cambiato velocemente.

Per 86 giorni la Lega e il M5S hanno lavorato per creare una squadra di governo e presentare ai propri elettori un contratto con il quale governare per cinque anni. Tutto, però, sembra arenarsi con il No di Mattarella alla candidatura di Paolo Savona come Ministro dell’economia. La Lega tuona il ” no ai poteri forti che vogliono un ministro diverso” e per questo evoca elezioni vicinissime addirittura a luglio, i Cinque Stelle urlano all‘impeachement contro il presidente della Repubblica, mentre dal Colle viene convocato Cottarelli per tentare di dar vita a un governo del presidente che ponga fine alla tempesta dei mercati finanziari.

La temperatura di questi giorni caldissimi la segna lo spread e la volatilizzazione di diversi miliardi di euro, a causa dell’incertezza sui mercati finanziari, riporta tutti a più miti consigli. Luigi Di Maio chiede un incontro al Colle e fa una proposta, inserire Savona nella squadra di governo ma con un altro incarico. Il leader penta stellato sa che deve giocarsi fino all’ultima carta per riuscire ad andare al governo, perchè fino ad oggi il grande vincitore si è dimostrato Salvini che senza fare nulla, semplicemente mantenendo il punto, è passato dal 17 al 26% e con la possibilità concreta di ottenere la maggioranza alle prossime elezione in una coalizione di centro destra.

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Mattarella con grande intelligenza, coglie immediatamente la possibilità di poter realizzare un governo che sia politico, disinnescando qualsiasi possibilità di poter uscire dall’Europa o dall’Euro in quanto Savona è stato posto al Ministero degli Affari Europei, un ufficio senza portafoglio e quindi senza la possibilità concreta di poter attuare misure drastiche non discusse durante la campagna elettorale. In più il Presidente della Repubblica ha lanciato a queste forze politiche litigiose e fanciullesche un messaggio chiaro: io vi lascio libero campo di organizzarvi e provare a governare, ma utilizzerò tutte le prerogative concesse dalla Costituzione per evitare quelli che posso considerare possibili disastri e soprattutto tutelare i risparmiatori.

Salvini si trova invece in una posizione del tutto favorevole per diversi motivi: il primo ai Cinque Stelle sono andati i Ministeri molto importanti ma molto difficili da gestire: Sanità, Lavoro, Welfare, Sviluppo Economico e Giustizia. Per i diversi Ministri sarà infatti molto problematico poter sviluppare le politiche promesse, o almeno realizzarle in parte, per la mancanza delle ben note coperture finanziare e quindi saranno i primi a poter deludere i propri elettori. Sul Ministero della Giustizia si potrà vedere di che tipo di pasta sia fatto questo governo, poichè la legge sul conflitto di interessi, sulla corruzione e sul liberare la Rai dai partiti rendendola davvero concorrenziale contro Mediaset sono tutti temi che toccano gli interessi di Silvio Berlusconi alleato ancora vitale per Salvini.

D’altra parte però il leader leghista può governando avviare una serie di provvedimenti a costo zero e di sicuro impatto sull’elettorato: la legge sulla legittima difesa, provvedimenti duri contro l’immigrazione ( si vocifera di un taglio di 500 milioni di euro per l’assistenza ai migranti). Fatti questi passi il leader del Carroccio potrebbe far saltare il banco, magari usando l’Europa come scudo, chiedendo l’impossibile, tornando al voto che probabilmente premierebbe la coalizione di centro desta.

Ma come ho detto è tempo di iniziare e di stare a guardare e il tempo scorrerà come gli uomini decideranno.