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Italia – Olanda: zero a zero, ma siamo in difesa

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Cosa pretende il premier olandese Mark Rutte per dare il via libera al “Recovery Fund“: gli aiuti a fondo perduto per rispondere all’emergenza economica causata dal Covid-19? Un voto all’unanimità dal Consiglio UE. Ciò significherebbe costringere l’Italia ad indebitarsi ancora di più e scivolare verso il default, poiché questo risultato è poco probabile che possa essere raggiunto.

Governo debole già in partenza

La partita che si sta giocando è difficilissima e il governo italiano si siede al tavolo con una posizione debole già in partenza, per il semplice motivo che la sua esistenza è frutto di alchimie politiche e non di un voto espresso: la maggioranza degli italiani non ha scelto d’essere rappresentata dai 5 Stelle e dal Pd. Detto questo, le squadre sono schierate con l’Olanda da una parte del campo e dall’Italia e dalla Spagna, con minore convinzione, dall’altro. E gli altri Paesi? Paiono giocatori attendisti o attivi solo dietro le quinte, disinteressati a trovare un accordo che possa significare una cessione sui propri punti.

La posizione di Spagna, Germania e Francia

Pedro Sanchez, pur plaudendo alle mosse italiane, non si è schierato apertamente con il governo Conte e non l’ha fatto neppure Angela Merkel la quale, pochi giorni fa, ha lodato il premier italiano e ricevuto in cambio una valanga di complimenti da Conte, ma nella sostanza non ha concesso molto.
E la Francia che ha una situazione simile alla nostra? L’incontro con Macron non ha rasserenato il premier, che su Twitter ha scritto di “una intesa forte per raggiungere con rapidità un accordo sulla risposta comune alla crisi del Covid 19. Una risposta ambiziosa, responsabile e solidale per ricostruire le nostre economie e rafforzare il progetto europeo“. Un “Bla bla” che non dà l’impressione di rappresentare un accordo raggiunto da opporre ai “falchi”.

Quella dell’Olanda, non in linea con la Costituzione

Meno aria fritta e più sostanza nella dura risposta di Mark Rutte, definita dal presidente del Consiglio Conte come non in linea con la Costituzione europea; «Non è una questione contabile, è in ballo il futuro dell’Europa» ha dichiarato. E già su questa esternazione gli olandesi hanno sorriso: L’Europa non ha una Costituzione ratificata da tutti gli Stati membri. Nel 2003 la UE elaborò un progetto di revisione dei trattati fondativi dell’Unione Europea, abbandonato però nel 2007. La ragione fu lo stop alle ratifiche imposto dalla vittoria dei “no” ai referendum in Francia e proprio nei Paesi Bassi dei quali l’Olanda fa parte.

I miliardi in ballo e la loro spendibilità

Ma veniamo al nocciolo della questione: i soldi. Quelli definiti “i falchi del Nord” vogliono ridurre il plafond del Recovery, portandolo da 750 miliardi a 400. All’Italia, naturalmente, non sta bene e spera di strappare gli 82 miliardi di euro che le spetterebbero. In caso contrario, come giustamente prevede Conte, s’aggraverà la crisi economica già drammatica la quale produrrà un assalto speculativo finanziario alle nostre industrie più appetibili.

Le pretese dell’Aja

Cosa pretende il governo dell’Aja? Le riforme strutturali tanto attese, che dovranno essere collegate in modo preciso alle domande di aiuto e che l’Italia privilegi la richiesta di prestiti e non di aiuti a fondo perduto, magari poi utilizzati per sostenere il reddito di cittadinanza o impiegati “a pioggia” per le solite manovre clientelari. Per Rutte, si deve scrivere la parola fine alle “cicale” italiane e per questa ragione la linea del governo olandese, insieme a quella dell’Austria, è quella che mette i cordoni della borsa nelle mani del Consiglio Europeo. L’erogazione dei fondi, legati ai piani di riforma strutturali, devono essere votati all’unanimità. In pratica, i “Falchi” pretendono una sorta di diritto di veto sui programmi presentati dall’Italia e dagli Stati in difficoltà, se non soddisfacessero le causali stabilite.

Non ‘’è molto da sperare e si prevede che, se vincerà la linea olandese, a breve il Pd e i 5 Stelle litigheranno seriamente, creando un divario insanabile. Elezioni politiche anticipate e patata bollente lasciata al centrodestra.


Massimo Carpegna

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