La Azzolina continua a intervenire sul fronte scuole anche ora che non è più ministro, e la sua caparbietà lascia se non sgomenti, quanto meno perplessi. Scrive l’ex ministra in un post:
“Circa 6 milioni di studenti sono a casa ed è facile prevedere che nel giro di poche ore il numero crescerà ancora. Dispiace vedere tutta questa rassegnazione come se la chiusura delle scuole fosse un evento ineluttabile“, ha detto.
“Cosa dicono quelli che ‘in Francia scuole sempre aperte anche col lockdown’? Non parlano più adesso che non c’è Azzolina?”, ha scritto ancora su Facebook. “Servono subito i congedi parentali, fondamentali per le famiglie. Ma è un po’ più difficile immaginare di poter ripagare il ritardo di apprendimento e di socialità di bambini e ragazzi. Inoltre, non può una mamma fare smart working e contemporaneamente far fare didattica a distanza ai propri figli“, ha poi aggiunto.
Non è tardata ad arrivare la risposta del ministro Bianchi nel corso di un convegno al Senato: “Decisione di chiudere non è stata facile. Quando abbiamo dovuto prendere la decisione inserita nel Dpcm per le scuole non è stato facile, è stata una scelta difficile ma responsabile: la variante inglese colpisce i più giovani. Se saremo in grado di assumerci l’onere di fare squadra contro la pandemia, questa si ferma, altrimenti questa continua. Insieme è la risposta forte a dare”.











