L’Europa sta per avviare una rivoluzione ambientale, proponendo il divieto di oggetti considerati superflui in rapporto all’inquinamento. Ci saranno addii ai sacchetti di plastica ultra-leggeri, con alcune eccezioni per combattere lo spreco alimentare e garantire l’igiene. Inoltre, la raccolta differenziata dovrà raggiungere il 90% per vari materiali d’imballaggio. Gli imballaggi monouso in settori come la ristorazione e l’alberghiero saranno gradualmente sostituiti da alternative sostenibili, promuovendo anche il ritorno al formato sfuso per prodotti ortofrutticoli leggeri. Queste misure colpiranno anche i set di cortesia nei luoghi di soggiorno e prodotti monouso per alimenti e bevande, incoraggiando l’uso di packaging riciclabili.
La nuova proposta di regolamento europeo
L’Unione Europea sta promuovendo il nuovo “Regolamento sugli Imballaggi e i Rifiuti da Imballaggio“. Questa iniziativa, proposta dalla Direzione Generale dell’Ambiente (DG ENV), mira a ridurre gli imballaggi superflui e a standardizzare le normative, che variano significativamente tra i diversi Stati membri, creando ostacoli al mercato interno degli imballaggi.
Sebbene gli imballaggi siano essenziali per prevenire sprechi alimentari e garantire la sicurezza dei prodotti, rappresentano una sfida ambientale. L’UE stima che il 40% della plastica e il 50% della carta utilizzati nell’UE sono destinati agli imballaggi, contribuendo al 36% dei rifiuti solidi urbani. Nel 2020, l’UE ha adottato l’obiettivo di rendere tutti gli imballaggi riutilizzabili o riciclabili entro il 2030.
La proposta ha ottenuto un primo via libera dall’UE e verrà discussa ulteriormente dal Consiglio e in assemblea plenaria nel mese successivo. Una volta approvato, gli Stati membri dovranno recepire il regolamento nelle leggi nazionali.
L’Italia vuole difendere il proprio modello di economia circolare
L’Italia si oppone al nuovo regolamento UE sugli imballaggi, citando la preferenza per il riciclo rispetto al riutilizzo delle confezioni. Il ministro dell’Ambiente, Pichetto Fratin, ha affermato che l’Italia difenderà il suo modello di economia circolare, che supera gli obiettivi UE con anticipo, contribuendo all’occupazione e alla protezione dell’ambiente. L’Italia teme che il nuovo sistema metta in pericolo il suo modello di successo. Il voto UE ha confermato queste preoccupazioni, spingendo l’Italia a continuare la sua battaglia per sostenere un’industria innovativa e sostenibile che abbraccia i principi avanzati dell’economia circolare.









