Not in my name – Domani tutti a Roma

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Com’era purtroppo prevedibile la tensione sta salendo inarrestabile.

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Reporter che si fingono musulmani vengono insultati per strada, Roma in stato d’assedio, falsi allarmi bomba che si susseguono uno dopo l’altro, la fascisteria italiana che in tutto questo ci sguazza per incassare voti, L’Unione Europea che, come da copione, lancia l’allarme armi chimiche che ricorda pericolosamente altri momenti di storia assai infelici.

Quella nella quale ci stiamo avvitando è una spirale di terrore, odio e violenza che potrebbe portarci alla devastante esplosione di una barbarie di cui difficilmente si vedrebbe la fine.

Il Regime ha ingranato la quarta, vuol farci vivere in un terrore costante, l’occasione è ghiotta, il popolino fuori dalle mura feudali che si scanna mentre caporioni, servi e portaborse continuano a fare affari sulla pelle di popolazioni intere.

Ecco perché domani, Sabato 20, alle 15, in piazza Santi Apostoli, dovremmo esserci tutti, in massa, senza “se” e senza “ma”, perché se c’è una cosa che Isis e Regime temono come la peste è proprio l’unita di quegli stessi popoli alle spalle dei quali continuano a macinare potere e miliardi.

Domani potremo, dovremmo, dire un “no” forte e chiaro alle politiche criminali che ci han portato sull’orlo del baratro, potremo, dovremmo, riprenderci la nostra umanità e la nostra intelligenza dicendo, tutti insieme, che non ci stiamo ad essere manipolati, né dall’ISIS né dal Regime, che non è con l’odio cieco che ritroveremo la pace, che non permetteremo a nessuno di farci diventare cani rabbiosi che si sbranano tra di loro.

Domani urliamolo tutti insieme “not in my name”, perché uniti siamo forti e siamo tanti, e perché potrebbe essere l’ultima vera occasione per non sprofondare nel buco nero di un nuovo tremendo Medio Evo, i cui unici sprazzi di luce e colore saranno quelli del sangue di vittime innocenti, musulmani, cattolici, atei che siano.

Sangue dolore e disperazione che saranno versati invano, se anche questa volta volteremo la faccia dall’altra parte, mentre i nuovi feudatari festeggeranno a caviale e champagne i massacri che verranno e i nuovi affari che porteranno.

Perché va bene ridere e scherzare, ma “business is business”, bellezza!

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