Nato in provincia di Ferrara, 68 anni fa, Bianchi ha alle spalle una lunga carriera accademica. Professore di Economia applicata, ed ex rettore dell’Università di Ferrara, nei suoi studi, Bianchi ha sempre riservato un’attenzione particolare alla scuola, soprattutto perché ha sempre avuto l’obiettivo di avvicinare quest’ultima al mondo del lavoro.
Sulla scuola, Bianchi ha anche scritto un libro: “Nello specchio della scuola”, in cui ha riversato le sue riflessioni:
“Per troppo tempo ci siamo illusi – come paese – di disporre di risorse umane di alta qualità, potendo contare su innate doti di intuizione, sulla pregressa esperienza e su una diffusa alfabetizzazione di base. Certamente grazie a queste caratteristiche abbiamo affrontato la ricostruzione del dopoguerra e dato vita a un primo boom economico, ma quanto più accelerano i cambiamenti tecnologici mutando il contesto in cui viviamo, tanto più quelle caratteristiche divengono insufficienti. Oggi tutte le statistiche dicono che la nostra dotazione di risorse umane non è adeguata alla globalizzazione e alla digitalizzazione che si sono imposte dall’inizio del nuovo secolo. Il tasso attuale di dispersione scolastica, sia esplicita (coloro che abbandonano in via definitiva la scuola senza raggiungere un titolo di studio) sia implicita (coloro che pur concludendo il ciclo di studi non dispongono delle competenze minime richieste), insieme al numero di quanti non studiano e non lavorano e di quanti se ne vanno altrove per trovare uno sbocco soddisfacente al loro percorso di studi, sono oggi un limite alla crescita economica e minano anche le fondamenta della nostra democrazia, introducendo nel paese il virus dell’iniquità sociale“.
Patrizio Bianchi si è laureato con lode a 24 anni in Scienze Politiche, per poi proseguire i suoi studi alla London School of Economics. Poi, all’inizio degli anni Ottanta, diventa ricercatore presso la facoltà di Economia dell’Università di Trento.
È nel 1989 che diventa professore ordinario di Politica Economica a Bologna.
Quanto alla politica, per ben dieci anni è stato assessore regionale all’Istruzione in Emilia Romagna e, lo scorso autunno, è stato membro della task force che ha gestito la ripartenza della scuola dopo i mesi di chiusura a causa del Coronavirus.








