Polemica sul calendario dell’esercito, Crosetto: “non riabilita fascismo”

Continua a far discutere il titolo del calendario dell'esercito

Per l’Italia sempre… Prima e dopo l’8 settembre 43“, questo è il titolo del calendario dell’esercito italiano nella sua ultima edizione, quella del 2024. Un titolo che sta generando una forte polemica politica con diversi attori in campo divisi in due gruppi: chi ritiene che il titolo sia evocativo e riabilitativo del fascismo e chi, come il ministro Crosetto, ritiene la polemica politica strumentale.

Tra chi ritiene che il titolo sia riabilitativo rispetto al ventennio è sicuramente presente il vicecapogruppo di Avs alla Camera Marco Grimaldi che, in un’interrogazione al ministro della Difesa Guido Crosetto, ha affermato:

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Il titolo del calendario 2024 dell’Esercito, Per l’Italia sempre…prima e dopo l’8 settembre 1943, “si pone nel solco del tentativo di riabilitazione del Ventennio e dell’amnesia sulle responsabilità, tutte italiane, del fascismo. Vero è che scorrendo i nomi degli Ufficiali, Sottufficiali e Soldati insigniti della Medaglia d’Oro al Valor Militare riportati nel calendario, si tratta nella maggior parte dei casi di figure che si sono distinte nella lotta di Liberazione e in gran parte aderenti alla Resistenza ma compare anche il nome di Giuseppe Izzo, che nel settembre 1938 partì volontario per la guerra di Spagna a fianco dei franchisti“.

Insomma la polemica non solo sul titolo ma si sposta anche sulle figure rappresentate all’interno, ritenute troppo vicine al regime fascista che appoggiò Francisco Franco, il dittatore fascista spagnolo che negli anni 30 vinse una guerra civile per ottenere il potere.

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La risposta del Ministro della Difesa, Guido Crosetto, non si è fatta attendere. Il ministro parla di polemiche “strumentali e pretestuose” e ricorda che la lista delle persone presenti nel calendario è composta principalmente da medaglie d’oro al valore militare.

Parliamo di veri eroi che, quasi tutti al prezzo della vita, combatterono per la libertà dell’Italia, fedeli al loro giuramento e alle Istituzioni che servivano“, ha concluso Crosetto.