Putin e tsipras: l’europa è circondata

ucraina

L’Europa intesa come Unione Europea può considerarsi seriamente circondata e minacciata soprattutto da direzione Nord Est e Sud Est e e meno male che a Ovest c’è il mare .

Iniziamo geograficamente da Nord e dalla crisi Russo-ucraina che da mesi sta sconvolgendo il nord est europeo. Sono 40 i morti, solo nelle ultime due settimane, tra attentati e azioni militari. La Russia nel frattempo è piegata dalle sanzioni economiche USA/UE e allora per l’ennesima volta ci si siede a un tavolo , si discute. A Minsk, i due leader Vladimir Putin e il Presidente ucraino Petro Proshenko, coadiuvati sapientemente da quel terzino di Angela Merkel e dal libertino Francois Hollande, dopo una maratona di 16 ore, sono pervenuti ad un “confortante” cessate il fuoco tra ribelli filo russi e forze regolari ucraine.

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Lo stop alle ostilità , dovrebbe iniziare a mezzanotte del 15 Febbraio, nel frattempo si raccomanda un “atteggiamento moderato” e Putin “prende alla lettera “ questa sana raccomandazione di buon senso e, mentre i delegati sono ancora seduti al tavolo della “Riunione di pace”, 50 blindati russi , sconfinano in territorio ucraino, alla faccia della moderazione. Altro punto fondamentale dell’accordo di Minsk è il rilascio reciproco dei prigionieri di guerra ma dopo la firma, Vladimir, che ricordiamo era capo del KGB sovietico e non Gran Mogol della Giovani Marmotte, dichiara che non tutti saranno rilasciati e che serviranno delle condizioni precise per liberare i detenuti…Quindi una marcia indietro importante. Inoltre il rispetto del cessate il fuoco è in mano ai ribelli filo russi, che sono a volte controllati da Putin quando è comodo e diventano invece improvvisamente incontrollabili nel caso di mancato rispetto degli accordi .

Il vice ministro dell’ economia russo, Alexel Vedev nelle stesse ore del patto di non belligeranza, ricordava al mondo che il gas , che passa dall’ Ucraina per poi viaggiare  attraverso l’Europa, è controllato interamente dal governo di Putin e collateralmente,  dichiarava che la Russia è disposta ad aiutare la Grecia economicamente in qualunque momento , contro il parere della BCE, insomma questo patto traballa come un petalo in un tornado ma tutti, inevitabilmente e doverosamente si rallegrano.
Se il Nord è militarmente turbolento , il Sud Europa è in piena guerra economica: “La Grecia contro tutti” sta diventando una barzelletta del tipo: “C’è un greco, un italiano, uno spagnolo e soprattutto un tedesco….”. Dopo la sua elezione plebiscitaria, Alexis Tsipras, il nuovo Pericle , il redivivo Achille, aveva annunciato la fine dell’ austerità ellenica e di presentare a Bruxelles un piano di rientro del debito ( 300 milardi di euro n.d.r) “ praticamente da saldare “a babbo morto”. Angela Merkel aveva risposto “picche” ma Alexis non ha mollato il colpo e accompagnato da strani proclami , che smentiscono la sua campagna elettorale, come ad esempio “La Grecia vuole rimanere stabilmente nell’Eurozona, rispettando l’equilibrio di bilancio ”, ha incontrato il presidente dell’eurogruppo Jeroen Dijsselboem , con il quale hanno stabilito di oranizzare  un incontro nelle prossime ore fra tecnici greci e esperti UE, per arrivare ad un compromesso. Si è forse arrabbiata la teutonica Angela?

No! Anzi ha dichiarato : “ La forza dell’ Unione Europea sta nel compromesso”. Felicità e spread in ribasso per Italia e Spagna, che a questo punto potranno in futuro approfittare delle stesse elargizioni che verranno presto offerte a Tsipras. Tutti contenti? Neanche un po’, perché la realtà è molto più pericolosa. Se la Bce non fornirà immediatamente liquidità al governo di Atene, a fine Febbraio non ci saranno i soldi per pagare stipendi pubblici e pensioni, il che vuol dire un inevitabile “default” della Grecia, con probabile uscita dall’ Euro, catastrofiche conseguenze sui mercati, soprattutto quelli periferici di Italia, Portogallo e Spagna, risalita dello spread e rischio di contagio per tutta l’Eurozona. In breve : Un disastro annunciato, una sconfitta europea assoluta.
Da Minsk ad Atene per ora è tutto “un sorridere” ma noi, cittadini europei di un Europa debole e contraddittoria, senza un’identità al di fuori della moneta unica e della Champions League , rischiamo di diventare le vittime di un sorriso che rischia ancora una volta, di diventare un ghigno nefasto.