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Riforma Pubblica Amministrazione: norme, conseguenze, dichiarazioni ministro Madia

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Riforma Pubblica Amministrazione

Ennesimo tentativo di Riforma Pubblica Amministrazione che ha come scopo ridurre i costi, il progetto si compone di 26 articoli ed è del ministro Madia.

Punti rilevanti della Riforma Pubblica Amministrazione

1) Stop al trattenimento in servizio per coloro che hanno raggiunto l’età pensionabile anche se magistrati;
2) In caso di esuberi , mobilità obbligatoria entro 100 km. In realtà questa misura molto chiacchierata dovrebbe essere riportata a 50 km. In termini poveri vuol dire che il dipendente della PA, in seguito all’applicazione di questa riforma Pubblica Amministrazione, potrebbe vedersi assegnata una sede di lavoro distante fino a 50 km rispetto a quella attuale, non è poco;
3) Personale in disponibilità: se dovesse essere approvata la Riforma Pubblica Amministrazione, il personale in disponibilità potrebbe chiedere di essere ricollocato in servizio anche in una qualifica o posizione economica inferiore, ovvero si potrebbe far luogo a demansionamento.
4) Blocco del turn over solo in riferimento alle esigenze economiche e non anche al numero di dipendenti da sostituire, insomma se la Pubblica Amministrazione ha la copertura economica deve poter assumere senza aspettare che siano andati in pensione più dipendenti per poterne sostituire uno.
5) Dimezzamento dei permessi sindacali.
6) All’interno di questa riforma rientrano anche nuove norma sulle auto, infatti, è previsto che ci sia un aumento fino al 12% delle tasse automobilistiche, ma solo per il 2015 (!) e l’istituzione di un archivio unico per le auto circolanti.

Conseguenze Riforma Pubblica Amministrazione

1) La Corte dei Conti lancia l’allarme per quanto riguarda la magistratura in quanto questo insieme di nuove norme, soprattutto per quantobilancia riguarda il pensionamento, andrebbero ad incidere sull’organico che attualmente è il 30% inferiore rispetto al fabbisogno e rischia di far mancare altre 90 unità rispetto ai 430 attuali magistrati. Inoltre, verrebbero a mancare le posizioni apicali con il rischio di bloccare l’attività. In particolare la Corte dei Conti verrebbe automaticamente privata di tre cariche di vertice ovvero procuratore, procuratore generale, presidente aggiunto.
Sembra che questa riforma della Pubblica Amministrazione possa portare anche alla chiusura di otto Tribunali Amministrativi Regionali TAR, ciò in base alle rivelazioni fatte da “la gazzetta degli enti locali”.
2) Con l’apertura al demansionamento si apre ad una deroga all’articolo 2103 del codice civile che stabilisce l’obbligo per il datore di lavoro di tutelare il dipendente preservando l’inquadramento e anche il livello reddituale. In proposito è importante la sentenza della Corte di Cassazione 3057 del 29 febbraio del 2012 che ha stabilito il risarcimento del danno per il dipendente che da un diverso inquadramento, anche reddituale, ha subito una profonda modifica delle abitudini e della vita di relazione. Sempre l’articolo 2103 del codice civile stabilisce che, una volta assegnate al lavoratore delle mansioni superiori, se le stesse non hanno il carattere temporaneo ed eccezionale (ad esempio sostituire un collega momentaneamente indisposto), la promozione diventa definitiva ex lege. Possibile una deroga solo nel caso in cui vi sia un’incapacità del lavoratore a continuare ad esercitare le funzioni nella mansione di inquadramento e anche in questo caso si tratta di una misura di tutela. L’articolo 2103 stabilisce anche che ogni patto contrario è NULLO. Solo per completezza ricordo che il codice civile nell’ordinamento è considerato legge ordinaria e quindi può essere modificato da una legge di pari grado, come sarebbe una legge di Riforma Pubblica Amministrazione approvata dal Parlamento, cade però un principio cardine del nostro ordinamento.
Importanti le reazioni dei sindacati che chiedono l’assunzione di almeno 100.000 giovani anche perché la P.A ha perso negli ultimi anni ben 400.000 dipendenti.
Vista in questo modo la Riforma Pubblica Amministrazione pare poco idonea a svecchiare realmente, come inizialmente sembrava che il ministro Madia volesse fare, i sindacati affermano che assumendo giovani si avrebbe comunque un risparmio in quanto gli stessi hanno una retribuzione molto inferiore rispetto a coloro che, per raggiunti limiti di età, sono collocati in pensione.
Nel frattempo ricordiamo che la Pubblica Amministrazione, in questi anni confusi, ha eliminato gli effetti di concorsi espletati a causa del susseguirsi confuso di norme che hanno generato tanti falsi vincitori di concorsi banditi e regolarmente espletati fino all’approvazione delle graduatorie e i cui posti sono spariti all’improvviso per mancanza di coperture, ciò nonostante la legge preveda che per qualunque bando che comporti maggiori oneri finanziari, deve esserne assicurata la copertura da parte del responsabile finanziario.

Dichiarazioni sulla Riforma Pubblica Amministrazione del ministro Madia

Il ministro Madia, che in questi giorni ha ricevuto critiche anche aspre, ha detto che in Parlamento vi sarà spazio per migliorare la Riforma Pubblica Amministrazione, ma non ci sarà spazio per coloro che sperano di mantenere rendite di posizione. L’intera riforma mira, secondo le affermazione del Ministro, ad evitare esuberi e quindi non vi sono lesioni di diritti neanche nel caso del demansionamento. Il successo arriverà dal fatto che Renzi è forte del risultato elettorale e le ha dato il via libera con la possibilità di evitare mediazioni, come dire “se non devi mediare e agisci in modo “autonomo” la riforma è più facile”. Sulla riduzione dei permessi sindacali Madia si dice supportata da 40.000 mail in cui le chiedono proprio questo, afferma che le indicazioni arrivate via posta elettronica sono state molto importanti per creare questa Riforma Pubblica Amministrazione e che ad oggi non si possono sapere con precisione quanti nuovi posti di lavoro dovrebbero essere creati.

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