Ristrutturazione casa: nel decreto sblocca Italia non c’è proroga incentivi

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Nel decreto sblocca Italia nessuna proroga degli incentivi per la ristrutturazione casa. Imprese edili e cittadini delusi.

E’ ormai abitudine di anno in anno prorogare  le misure volte ad incentivare i lavori di ristrutturazione edilizia e quest’anno molti ritenevano che esse sarebbero state inserite nel decreto sblocca Italia presentato dal premier Matteo Renzi il 29 agosto, invece, per adesso tali misure hanno dato forfait.

Attualmente prevedono la possibilità fino al 31 dicembre del 2014 di avere sgravi fiscali fino al 65% sulle ristrutturazioni edilizie volte all’efficientamento energetico, fino al 50% sulle altre ristrutturazioni edilizie. Il tutto fino ad un ammontare massimo di 96.000 euro. Le detrazioni dalle imposte irpef possono essere godute per 10 anni.  Ciò vuol dire che spendendo 96 mila euro è possibile recuperare fino a 48 mila euro in forma di sgravio fiscale sulla busta paga (ogni mese) per 10 anni, maggiore è il reddito e più velocemente lo Stato estinguerà il suo debito verso il cittadino che in busta paga avrà uno stipendio netto più alto del solito.  Benefici ancora maggiori per coloro che effettuano lavori volti al risparmio energetico. A queste misure vennero aggiunte le detrazioni per l’acquisto di arredi e di elettrodomestici con classe energetica almeno A+ con un ammontare massimo della spesa di 10.000 euro.  Ai lavori di ristrutturazione si applica anche l’iva agevolata al 10%.

Cosa succede agli incentivi per la ristrutturazione casa?

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Nel caso in cui il Governo non dovesse provvedere in breve tempo, i bonus per la ristrutturazione edilizia tornerebbero dal primo gennaio 2015 ad essere riconosciuti nella misura  del 40%, come già previsto, per scendere poi al 36% dal 2016.  Sparirebbero invece i bonus per gli arredi e gli elettrodomestici.

Il decreto sblocca Italia contiene solo un accenno alla materia edilizia ed in particolare alle autorizzazioni necessarie per i lavori di ristrutturazione, infatti, il decreto, che dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni, pena la decadenza, prevede che chi vuole effettuare lavori di ristrutturazione edilizia non abbia più bisogno di autorizzazioni del Comune in quanto sarà sufficiente una semplice “comunicazione edilizia all’amministrazione”. Dovrà essere valutato nel concreto per quali lavori sarà possibile procedere in maniera semplificata. In realtà in base alla legge 241 del 1990 già ora è possibile procedere, senza attendere alcuna autorizzazione, ma presentando semplicemente la SCIA, segnalazione certificata di inizio attività.

A cosa è dovuto il passo indietro sugli incentivi per le ristrutturazioni casa?

Il Governo è evidentemente in affanno e, come già successo per il settore scuola  rimandato a data da destinarsi, mancano le coperture.  E’ necessario portare avanti studi approfonditi per capire dove reperire le risorse, se mai riusciranno a reperirle, tutto nelle mani del ministro Padoan e del commissario alla Spending Review Cottarelli. Di sicuro il mancato rinnovo delle detrazioni sulle ristrutturazioni edilizie metterà in ulteriore difficoltà il comparto edile già in affanno.