Politica
Scontro Conte-Gallera sulla gestione degli ospedali in Lombardia

Il premier Conte, nella giornata di ieri, ha fatto delle affermazioni contro il presidente della Lombardia Fontana. Il presidente del consiglio ha spiegato che, a dare origine ad uno dei focolai sarebbe stato uno degli ospedali della regione, che non si sarebbe comportato secondo i protocolli. Probabilmente, come riportato dal corriere.it, si tratterebbe dell’ospedale di Codogno ad essere al centro delle accuse. Le parole pronunciate da Conte durante Frontiere, in onda su Rai 1, non hanno lasciato indifferente i destinatari delle stesse.
Botta e risposta tra Conte e gli esponenti della Regione Lombardia
Attilio Fontana ha immediatamente risposto, da Radio Anch’io su Rai1: «Noi avevamo proposto un mese prima che scoppiasse l’epidemia di essere messi nelle condizioni di aumentare i controlli, di mettere in quarantena tutti gli studenti che rientravano dalla Cina. Siamo stati accusati di essere razzisti, di voler diffondere il panico. Il presidente del Consiglio disse in quell’occasione “fidatevi di me, ci penso io”. Allora ora non può dire che siamo noi i responsabili».
Oltre a Fontana, a rispondere alle accuse è stato anche l’assessore al Welfare Giulio Gallera, che ha replicato durante la trasmissione televisiva Agorà, in onda su Rai Tre, come riportato da il corriere.it: «Noi veniamo in maniera ignobile attaccati da un presidente del Consiglio che, non sapendo di cosa parla, dice che noi non seguiamo i protocolli, quando Regione Lombardia i protocolli non solo contribuisce a livello nazionale a realizzarli, ma li segue in maniera puntuale», ha affermato con convinzione l’assessore.
Conte ha poi messo le mani avanti, precisando di esser stato frainteso e che non c’è tempo per le polemiche: occorre confrontarsi con i governatori delle regioni per stabilire un protocollo condiviso in modo da concordare le prossime azioni da mettere in atto.
Cosa ne pensano gli altri esponenti politici
Tuttavia, c’è chi cerca una soluzione “nel mezzo”. Infatti. Il ministro dei Beni Culturali, Franceschini ha posto uno stop alle polemiche, perché bisogna porre al primo posto le persine da proteggere e la gestione dell’emergenza. Anche il ministro degli esteri Di Maio ha chiesto collaborazione da parte di tutti, restando uniti e collaborando: «non servono le polemiche, serve lavorare».
Diverse le posizioni di Salvini, che ci tiene a stabilire di chi siano le responsabilità. Gallera ha infatti ribadito in più occasioni che ha «seguito pedissequamente ciò che era stato determinato dall’Iss e le linee guide del ministero», rimbalzando la palla sulla Protezione civile nazionale, che secondo lui non riuscirebbe a dare risposte ai problemi organizzativi, ed inoltre il governo starebbe cercando di coprire la falla. Proprio sulla base di queste dichiarazioni, il leader leghista ha spiegato che c’è qualcuno che invece di badare a cosa non ha funzionato nella propria casa, cerca responsabilità in casa d’altri.









