Stop alla fecondazione eterologa: cosa succede?

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Di nuovo un passo indietro: dopo la nascita dei gemellini concepiti in seguito ad un errore al Pertini di Roma, il Consiglio dei Ministri dice stop alla fecondazione eterologa.

Abbiamo visto nelle settimane scorse che in seguito alla sentenza della Corte Costituzionale 162/2014 che ha fatto cadere il divieto di fecondazione eterologa contenuto nella legge 40 del 2004, il ministro Lorenzin ha posto in essere delle linee guida per la fecondazione eterologa, le stesse, in base al progetto, sarebbero diventate decreto legge al fine di essere immediatamente applicabili. Sarebbe poi iniziato il procedimento di conversione in legge della durata massima di 60 giorni, di conseguenza, da un lato sarebbe stato concesso immediatamente alle coppie accesso alla fecondazione eterologa, da altro non sarebbe stata tolta al Parlamento la prerogativa di decidere in una materia così “sensibile”.
Le polemiche non sono mancate fin da subito perché le coppie, in base alle linee guida predisposte, non avrebbero la possibilità di scegliere razza, colore degli occhi … a prima facie sembra un normalissimo dettaglio, in molti hanno però obiettato sulla possibilità che nascessero persone di colore per coppie bianche…lascio ad ognuno la libertà di trarne le dovute conseguenze, in realtà forse è solo un handicap culturale che vuole si faccia finta, con i figli adottivi o da fecondazione, che in realtà siano figli “di sangue” per evitare di dare spiegazioni, ma non per non ferire i figli, solo per non affrontare la tematica a causa di un’incapacità propria. Il ministro Lorenzin ha comunque precisato nei giorni precedenti che il Parlamento avrebbe  potuto inserire norme per eliminare questo “problema”.

Perché si è arrivati allo stop alla fecondazione eterologa?

Anche se molti ritengono che lo stop alla fecondazione eterologa  sia conseguente alla nascita dei due gemellini, in realtà sembra che le cose non stiano così. La ministra della Salute Beatrice Lorenzin dopo aver stilato le linee guida, ha presentato il disegno di legge al Consiglio dei Ministri per il via libera, lo stesso all’unanimità ha deciso di non dare il via libera, ma di devolvere la questione al Parlamento che però esaminerà il progetto dopo il rientro estivo, tempi lunghi di conseguenza. Quanto possa aver pesato la vicenda non è dato sapere, forse poco, visto che la nascita era annunciata, gli errori al Pertini erano noti e quindi avrebbero dovuto ancor più accelerare i tempi.

Cosa succederà dopo questo stop alla fecondazione eterologa?

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Probabilmente tornerà a regnare la confusione perché nelle motivazioni della discussa sentenza vi era scritto che in realtà si poteva procedere anche senza le linee guida ed, infatti, alcune gravidanze da fecondazione eterologa sono già iniziate. Su questa linea è anche Filomena Gallo, avvocato e segretario dell’associazione Coscioni, che ribadisce come questo stop alla fecondazione eterologa sia privo di rilievo proprio perché i giudici della Corte Costituzionale avevano già stabilito che era possibile applicare fin da subito la caduta del divieto in quanto non vi era un vuoto normativo. Probabilmente anche lei teme l’ostruzionismo in Parlamento su una questione di tale importanza e che ha sempre visto la destra, e anche parte del PD, profondamente conservatori.
Critiche anche da Enrico Rossi, governatore della Toscana che ha provveduto con delibera a normare per la Regione la fecondazione eterologa e quindi assicura la possibilità di accesso. Ritiene che non si debba attendere anche Gianni Baldini, docente di biodiritto a Firenze.