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Terre gratis per chi attende un terzo figlio

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Terreni gratis per chi attende il terzo figlio

“Al fine di favorire la crescita demografica vengono concessi gratuitamente e per un periodo non inferiore ai 20 anni terreni demaniali agricoli e a vocazione agricola o terre abbandonate o incolte ai nuclei familiari con terzo figlio nato negli anni 2019, 2020, 2021, ovvero a società costituite da giovani imprenditori agricoli che riservano una quota societaria ai predetti nuclei familiari pari al 30 per cento”. È forse questa, fra le misure presenti nella nuova bozza della legge di bilancio, del governo Lega-Movimento 5stelle, quella più singolare.

Il nuovo testo che porta a 115 gli articoli rispetto alla precedente bozza che ne conteneva 73, sarà in discussione in Parlamento a partire dal 29 novembre, dopo la bollinatura da parte della Ragioneria dello Stato e la firma arrivata ieri sera da parte del Presidente della Repubblica, firma giunta nonostante le riserve del Quirinale preoccupato e dalle reazioni altalenanti dei mercati finanziari e dallo scontro in atto fra Governo e Unione Europea, preoccupazioni manifestate in una lettera indirizzata al premier Conte in cui Mattarella scrive “È mio dovere sollecitare il governo a sviluppare anche nel corso dell’esame parlamentare il confronto e un dialogo costruttivo con le istituzioni europee”.

Nella legge di bilancio

La legge di bilancio ha l’obiettivo di rilanciare, attraverso misure espansive, la crescita futura, questa misura sembra avere un sapore di antico, richiamando alla mente quelle leggi di riforma agraria del secolo scorso che avevano quale obiettivo una ridistribuzione della terra a favore dei contadini più poveri.

Una norma salutata con entusiasmo dai promotori

Come è evidente dalle parole di Gian Marco Centinaio Ministro delle Politiche agricole, forestali e del turismo: «Assieme ai colleghi Erika Stefani (ministro degli Affari Regionali e delle Autonomie) e Lorenzo Fontana (Ministro per la Famiglia e le Disabilità) stiamo cercando di elaborare una proposta da inserire nella manovra economica, che permetta alle famiglie desiderose di avere un terzo figlio, di poter contare su un reddito aggiuntivo.

Visto che si parla tanto di un ritorno all’agricoltura, alle origini da parte dei giovani, vogliamo dargli la possibilità di ottenere terre coltivabili. Si dice che in Italia si fanno pochi figli e che bisogna dare un aiuto per invertire la tendenza e proprio per questo il ministero dell’Agricoltura vuole dare un contributo favorendo in particolare le aree rurali, dove figli se ne fanno ancora». Ministro che ha aggiunto come questa iniziativa interesserà esclusivamente le coppie sposate, escludendo così dai beneficiari le unioni civili e i cittadini italiani o residenti in Italia, da almeno dieci anni.

Terre gratis: Non è una novità

quella di voler avvicinare i giovani alla terra, già durante il governo Gentiloni con l’obiettivo di realizzare una crescita dell’imprenditoria agricola giovanile, l’allora ministro dell’agricoltura Martina aveva firmato il decreto “Terre-vive”, decreto che consentiva la messa in vendita o in locazione a prezzi agevolati di 5.500 ettari di terreni agricoli pubblici per gli under 40.

Cosa prevede la legge terre gratis a chi attende il terzo figlio

Questa norma va anche oltre prevedendo oltre all’affidamento delle terre incolte alle famiglie con un terzo figlio nato tra il 2019 e il 2021, delle importanti agevolazioni per la richiesta di mutui fino a 200mila euro da parte di queste stesse famiglie, a condizione che la casa da acquistare sia in prossimità del terreno dato loro in concessione.

Una norma per la quale non è stato ancora previsto un regolamento attuativo e che, nonostante le buone intenzioni del legislatore, non può non essere considerata alquanto anacronistica. Come era prevedibile da subito è stata oggetto di critiche da parte dell’opposizione politica. Per i suoi detrattori infatti, le terre che il governo pensa di concedere a titolo gratuito e che sulla carta hanno un alto valore di mercato, costituite dal 50% di terre del demanio e per il restante 50% da terre abbandonate del sud Italia, in realtà sono terre a bassa resa produttiva e per questo di non alto pregio, il cui alto valore è quindi solo teorico, determinato dall’elevata densità abitativa del territorio italiano.

Un ulteriore critica mossa è stata quella di voler realizzare attraverso una norma come questa, una invasiva intromissione dello Stato nella sfera personale dei cittadini, obbligandoli (sulla base di quanto si legge al momento nella normativa) a reinventarsi contadini per poter usufruire di un aiuto economico, non considerando in alcun modo le difficoltà per una famiglia nel doversi reinserire in un contesto lavorativo e sociale, quando sarebbe più opportuno e più semplice aiutare le famiglie numerose attraverso agevolazioni fiscali o la costruzione di asili nido pubblici, come accade già da tempo in molti paesi europei.

Non si è fatta attendere neppure la risposta dei social

Con l’hashtag #terzofiglio si è da subito piazzato tra i trending topic di twitter, cinguettii e meme da cui trapela tutta l’ironia della rete per una misura ritenuta di sapore medievale, un invito da parte del Governo a ritornare a “zappare la terra” e a cui non sono mancate le risposte sarcastiche degli utenti quali ad esempio: “I figli so’ piezz’ de terra” o “Partorisce sei gemelli e le assegnano la valle d’Aosta” o ancora divertenti meme, come quello che ritrae un trattore nell’ecografia del terzo figlio o quello di una moglie che mostrando un test di gravidanza esclama “Amore sei felice? Stiamo per diventare contadini”.

 

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