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TUTTI A CASA! C’è il taglio che manda a lavorare 345 parlamentari

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Rivolgendosi al soldato semplice Johnson, il Colonnello Bill Kilgore di Apocalypse Now confida la sua passione per l’odore del Napalm al mattino, che profuma di benzina e di vittoria. Lo stesso aroma di Napalm lo stanno ora assaporando anche tutti gli italiani, che mai come ieri si sono sentiti rappresentati a Montecitorio, stranamente proprio nello stesso momento in cui quei loro rappresentanti si auto-riformavano togliendosi la sedia da sotto il sedere. Il taglio di 345 parlamentari è infatti passato alla Camera con quasi il 100% dei voti, appoggiato da ben 553 SI e combattuto da soli 14 NO. Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia, PD, Movimento 5 Stelle, Italia Viva e Liberi e Uguali hanno approvato insieme il decreto legge bandiera dei grillini, un avvenimento irripetibile.

È questa la grande vittoria del movimento pentastellato, riuscire a radunare tutti i partiti sotto lo stesso tetto per condividere un provvedimento suicida ed anti-casta. Governo ed opposizione hanno votato compatti perché impotenti davanti alla pressione degli italiani, che in maniera trasversale da destra a sinistra, volevano fortemente il taglio dei privilegi di cui godeva l’intera classe politica. La riforma, che vede il pentastellato Riccardo Fraccaro come primo firmatario, modifica gli articoli 56 e 57 della Costituzione e contestualmente riduce di 1/3 il numero dei parlamentari, con i deputati che da 600 calano a 400 ed i senatori che da 315 scendono a 200.

Lo slogan “TUTTI A CASA” che sin dalla prima alba dava la forza a Beppe Grillo e Gian Roberto Casaleggio di far salire milioni di persone sull’astronave a 5 stelle è diventato realtà. Quasi 3 centinaia e mezzo di stipendi in meno alla vecchia politica strappano un sorriso a tutti, tranne agli onorevoli ed ai loro familiari. Si, gli onorevoli. Gli impiegati dell’unica categoria professionale al mondo che ha il potere di decidere autonomamente il peso del prorpio portafogli. Il licenziamento di 345 parlamentari non ha però solamente un valore simbolico anti-casta, ma altresì monetario e funzionale. Monetario perchè produce un risparmio per le casse dello stato di circa 300 mila euro al giorno, 100 milioni l’anno e 500 milioni a legislatura. Funzionale perché garantirà maggior efficacia e produttività al nostro processo legislativo quasi sempre lento e bloccato.

Da domani, con meno posti a sedere in parlamento, la selezione di ogni partito dovrà per forza di cose essere più esigente e rigorosa, consci del fatto che gli eletti incapaci, sprovveduti ed inaffidabili graveranno maggiormente sulle loro sorti di vita o di morte. Ma non solo, perché sempre da domani, la democrazia rappresentativa sarà ancora più operante ed il palazzo un po’ più pulito.

Riccardo Chiossi

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