TUTTI A CASA: c’è la legge-Napalm che manda a lavorare 345 parlamentari

Modificando gli articoli 56 e 57 della Costituzione, si riduce di 1/3 il numero dei parlamentari, con i deputati che da 600 calano a 400 ed i senatori che da 315 scendono a 200.

Rivolgendosi al soldato semplice Johnson, il Colonnello Bill Kilgore di Apocalypse Now confida la sua passione per l’odore del Napalm al mattino, che profuma di benzina e di vittoria. Lo stesso aroma di Napalm lo stanno ora assaporando anche tutti gli italiani, che mai come ieri si sono sentiti rappresentati a Montecitorio, stranamente proprio nello stesso momento in cui quei loro rappresentanti si auto-riformavano togliendosi la sedia da sotto il sedere. Il taglio di 345 parlamentari è infatti passato alla Camera con quasi il 100% dei voti, appoggiato da ben 553 SI e combattuto da soli 14 NO.  Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia, PD, Movimento 5 Stelle, Italia Viva e Liberi e Uguali hanno approvato insieme il decreto legge bandiera dei grillini, un avvenimento irripetibile.

È questa la grande vittoria del movimento pentastellato, riuscire a radunare tutti i partiti sotto lo stesso tetto per condividere un provvedimento suicida ed anti-casta. Governo ed opposizione hanno votato compatti perché impotenti davanti alla pressione degli italiani, che in maniera trasversale da destra a sinistra, vogliono fortemente il taglio dei privilegi di cui gode l’intera classe politica, l’unica categoria professionale al mondo che sceglie e decide il peso del proprio stipendio. La riforma, che vede il pentastellato Riccardo Fraccaro come primo firmatario, modifica gli articoli 56 e 57 della Costituzione e contestualmente riduce di 1/3 il numero dei parlamentari, con i deputati che da 600 calano a 400 ed i senatori che da 315 scendono a 200.

Taglio di 345 parlamentari:

Lo slogan “TUTTI A CASA” che sin dalla prima alba dava la forza a Beppe Grillo e Gian Roberto Casaleggio di far salire milioni di persone sulla nave a 5 stelle è diventato realtà. Calcolando il 25% di voti preso alle prime elezioni politiche del 2013, il 33% a quelle del 2018, che valgono rispettivamente 108 e 322 seggi tolti a centro-destra e centro-sinistra in due legislature, ed il taglio di altre 345 poltrone, i grillini li hanno davvero mandati quasi tutti a casa: 108 + 322 + 345 fa 765 stipendi in meno alla vecchia politica, una strage. Il licenziamento di 345 parlamentari non ha però solamente un valore simbolico anti-casta, ma altresì monetario e funzionale. Monetario perchè produce un risparmio per le casse dello stato di circa 300 mila euro al giorno, 100 milioni l’anno e 500 milioni a legislatura. Funzionale perché garantirà maggior efficacia e produttività al nostro processo legislativo quasi sempre lento e bloccato.

Da domani, con meno posti a sedere in parlamento, la selezione di ogni partito dovrà per forza di cose essere più esigente e rigorosa, consci del fatto che gli eletti incapaci, sprovveduti ed inaffidabili graveranno maggiormente sulle loro sorti di vita o di morte. Ma non solo, perché sempre da domani, la democrazia rappresentativa sarà ancora più operante ed il palazzo un po’ più pulito.

Riccardo Chiossi

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