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Zingaretti annuncia le dimissioni da segretario PD: motivazioni e reazioni

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Nicola Zingaretti si dimette da segretario del PD, coglie di sorpresa l’ex premier Enrico Letta e anche parte dello stesso partito. Nel post Facebook pubblicato oggi pomeriggio racconta una situazione di divisioni interne insostenibili.

“Lo stillicidio non finisce. Mi vergogno che nel Pd, partito di cui sono segretario, da 20 giorni si parli solo di poltrone e primarie, quando in Italia sta esplodendo la terza ondata del Covid, c’è il problema del lavoro, degli investimenti e la necessità di ricostruire una speranza soprattutto per le nuove generazioni.”

Due anni da segretario con tante pressioni interne

Nicola Zingaretti è diventato Segretario nazionale due anni fa, ha vissuto tutta la legislatura Conte e il passaggio al Governo Draghi come racconta lui stesso.

“Sono stato eletto proprio due anni fa. Abbiamo salvato il Pd e ora ce l’ho messa tutta per spingere il gruppo dirigente verso una fase nuova. Ho chiesto franchezza, collaborazione e solidarietà per fare subito un congresso politico sull’Italia, le nostre idee, la nostra visione. Dovremmo discutere di come sostenere il Governo Draghi, una sfida positiva che la buona politica deve cogliere.
Non è bastato. Anzi, mi ha colpito invece il rilancio di attacchi anche di chi in questi due anni ha condiviso tutte le scelte fondamentali che abbiamo compiuto. Non ci si ascolta più e si fanno le caricature delle posizioni.”

Il PD non può rimanere fermo, scrive, impantanato per mesi a causa di una guerriglia interna, aggiunge che questo ucciderebbe il PD.

Le dimissioni da Segretario

“Visto che il bersaglio sono io, per amore dell’Italia e del partito, non mi resta che fare l’ennesimo atto per sbloccare la situazione. Ora tutti dovranno assumersi le proprie responsabilità. Nelle prossime ore scriverò alla Presidente del partito per dimettermi formalmente. L’Assemblea Nazionale farà le scelte più opportune e utili. Io ho fatto la mia parte, spero che ora il Pd torni a parlare dei problemi del Paese e a impegnarsi per risolverli. A tutte e tutti, militanti, iscritti ed elettori un immenso abbraccio e grazie. Ciao a tutte e tutti, a presto. Nicola.”

Le reazioni politiche fino a Matteo Salvini

Repubblica e anche Adkronos raccontano lo stupore tra dirigenti e parlamentari del partito. Nessuno era stato informato della decisione del segretario, tra l’altro atteso per l’Assemblea nazionale che si terrà il 13 marzo. Enrico Letta, racconta Repubblica, ha appreso la notizia ospite in videocollegamento per la presentazione di un libro. “Sono rimasto colpito” ha detto “un attimo perplesso da quanto sta accadendo.”

Anche Mattero Ricci, coordinatore dei sindaci PD ha commentato la scelta di Zingaretti. “Comprensibile e condivisibile lo sfogo di Zingaretti, ma Nicola deve rimanere e continuare il suo mandato con la rinnovata spinta dell’Assemblea. Non si può delegittimare ogni volta il leader di turno, men che meno in questa fase di crisi sanitaria ed economica. Le beghe interne avrebbero dovuto essere relegate sullo sfondo, invece hanno prevalso sui temi e sulle scelte strategiche, sulle grandi sfide del futuro. Il Pd parli al Paese discutendo profilo, identità e missione nel nuovo governo Draghi.” La richiesta di rimanere alla guida arrivano anche da Graziano del Rio, Francesco Boccia, Achille Occhetto. Tra le tante reazioni, Repubblica riporta anche il commento del leader della Lega, Matteo Salvini preoccupato che le dimissioni possano creare problemi per il governo.

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