Politica
Chi sono i congiunti che si potranno visitare dal 4 maggio

“Parenti, affini, partner e chi è legato da stabile legame affettivo”: sono questi i congiunti ai quali si potrà andare a fare visita da lunedì 4 maggio. Tra qualche ora, il Governo pubblicherà i chiarimenti al Decreto già pubblicato in Gazzetta ufficiale e che entra in vigore alla mezzanotte del 3 maggio. Bisognerà fornire chiarimenti affinché i cittadini non rischino la multa, per non aver rispettato le nuove norme. Risulta necessario, non imporre ai cittadini controllati, di indicare le generalità dei “congiunti” che dovranno incontrare.
Chi sono i congiunti che si potranno visitare
Ecco chi sono i “congiunti”, che da lunedi sarà possibile incontrare all’interno della propria Regione. Ovviamente i familiari consanguinei, in linea retta e in linea orizzontale. E quindi: nonni, genitori, figli, nipoti. E poi: fratelli, sorelle, zie e cugini. Il Codice Civile definisce, “affini”, i familiari acquisiti da parte del coniuge. In parole semplici, ad una moglie, sarà consentito incontrare tutti i familiari consanguinei del marito e viceversa. Alcun dubbio, sulla disponibilità di incontrare le persone con cui si ha un rapporto di coppia, giuridicamente stabilito: che sia matrimonio o unione civile, da cui provengono, tutti gli altri legami con parenti e affini. Considerati necessari, per gli spostamenti di incontro con i congiunti, il rispetto del divieto di assembramento e di distanziamento interpersonale, di almeno un metro e l’utilizzo delle protezioni delle vie respiratorie.
Chiarimento sui fidanzati ed affetti stabili
Palazzo Chigi fornisce un chiarimento, rispetto a quanto annunciato dal premier Conte: nella nozione di congiunti, rientrano anche fidanzati e affetti stabili.
I quattro motivi per i quali sarà ora possibile uscire
Il nuovo provvedimento, afferma che sarà possibile uscire, per quattro motivi:
- comprovate esigenze lavorative
- situazioni di necessità
- motivi di salute
- visite ai congiunti
Arcigay: “Congiunti” allusione inaccettabile
A contestare l’utilizzo del termine “congiunti” è l’associazione Arcigay, la quale non condivide la scelta di limitare le visite in sicurezza ai soli congiunti, in quanto andrebbe a ledere quelle relazioni significative, che vanno al di là dei legami giuridici e di sangue. Il nuovo decreto dà la facoltà, solo ad alcuni, di riattivare la propria rete di affetti, ma non a buona parte della nostra comunità, ed a quella parte della società che non rientra nei presupposti di parentela cosiddetti “tradizionali”.
Chi la definisce la stabilità di un affetto?
Potremo rivedere i nostri amici? Probabilmente sì, a patto che siano veri e non una scusa. Ma chi la definisce la stabilità di un affetto? Sicuramente sarebbe stato meglio, affermare che, i cittadini, potevano ritornare a vedere le persone, usando però, il buon senso.









