Draghi, sulle circostanze attuali che stanno attagliando l’Europa ha detto: “mettono davanti una nuova realtà e ci obbligano a compiere scelte fino a pochi mesi fa impensabili. Voglio ribadire, ancora una volta, tutta la mia solidarietà, quella del governo e degli italiani al Presidente Zelensky, al governo ucraino e a tutte le cittadine e cittadini dell’Ucraina“.
Draghi ha poi anche confermato che “l’Italia non si volta dall’altra parte“: l’aggressione della Russia verso un Paese vicino ci riporta indietro di oltre ottant’anni, all’annessione dell’Austria, all’occupazione della Cecoslovacchia e all’invasione della Polonia. Non si tratta soltanto di un attacco a un Paese libero e sovrano, ma di un attacco ai nostri valori di libertà e democrazia e all’ordine internazionale che abbiamo costruito insieme. Ora tocca a noi tutti decidere come reagire“, ha detto Draghi.
Su Putin afferma: “il disegno revanscista del presidente Putin si rivela oggi con contorni nitidi, nelle sue parole e nei suoi atti”. Secondo il premier, “le minacce di far pagare con conseguenze mai sperimentate prima nella storia chi osa essere d’intralcio all’invasione dell’Ucraina, e il ricatto estremo del ricorso alle armi nucleari, ci impongono una reazione rapida, ferma, unitaria“.
E nel contempo, Draghi sottolinea che la sua condanna a Putin non è una condanna alla Russia: “Dobbiamo ricordarci che questo non è uno scontro contro la nazione e i suoi cittadini, molti dei quali non approvano le azioni del loro governo. Dall’inizio dell’invasione, sono circa 6.000 le persone arrestate per aver manifestato contro l’invasione dell’Ucraina – 2.700 solo nella giornata di domenica. Ammiro il coraggio di chi vi prende parte. Il Cremlino dovrebbe ascoltare queste voci e abbandonare i suoi piani di guerra“.











