Fioramonti (M5S) dopo le dimissioni: “Non capisco le critiche del MoVimento”

L'ex Ministro Fioramonti non risparmia bordate ai CInque Stelle: a sua detta, l'atteggiamento dei vertici pentastellati sarebbe ingeneroso, viste le sue intenzioni annunciate in fase di redazione della manovra.

Lorenzo Fioramonti è un fiume in piena. L’ormai ex Ministro in quota 5 Stelle, dimissionario dopo l’approvazione della Legge di Bilancio 2020, non ha risparmiato critiche a esponenti dell’opposizione e ai vertici stessi del suo partito.

Con un post pubblicato sulla propria pagina facebook solo poche ore fa, il deputato pentastellato ha indirizzato una serie di duri attacchi alla leadership del MoVimento, rea di aver criticato la sua decisione di dimettersi. Decisione, questa, resa ufficiale proprio nel giorno di Natale.

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Nello specifico, Fioramonti non ha gradito le critiche provenienti dai vertici pentastellati, che avrebbero stigmatizzato apertamente la sua scelta di lasciare l’esecutivo dopo l’approvazione della manovra finanziaria. Manovra che, a sua detta, non avrebbe mantenuto l’impegno di trovare almeno un miliardo di euro per la ricerca.

Non stupisce che mi giungano critiche da partiti i cui leader avevano promesso di abbandonare la politica in caso di sconfitta elettorale, ma sono ancora saldamente al loro posto.

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Quello che mi stupisce, però, è che tante voci della leadership del M5S mi stiano attaccando in questo momento. E per che cosa? Per aver fatto solo ciò che ho sempre detto.

Le dimissioni annunciate

Oltre al chiaro riferimento a Italia Viva e al suo leader Renzi (“Aveva promesso di abbandonare la politica in caso di sconfitta elettorale), Fioramonti ha espresso senza remore la sua insoddisfazione verso l’atteggiamento dei Capi del MoVimento.

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Sempre in questo lungo post pubblicato su facebook, infatti, l’ex Ministro ha spiegato di essere sempre stato chiaro circa le sue intenzioni: qualora non si fosse destinato il sopracitato miliardo di euro alla ricerca scolastica, le sue dimissioni sarebbero state immediate.

Rimane ora l’interrogativo sul futuro. Dopo il passaggio dei senatori pentastellati Grassi, Lucidi e Urraro alla Lega di Salvini, il timore del MoVimento potrebbe essere quello di perdere un altro pezzo per strada.