Il governo che verrà. Le tre ipotesi sul tavolo di Mattarella

Ipotesi su quali potrebbero essere le soluzioni per uscire dalla crisi

Mario Draghi. Il prossimo Premier?

QP Indipendent News è stato tra i primi quotidiani a spiegare le ragioni di questa crisi voluta e pilotata da Salvini; immaginiamo ora come potrebbe evolversi.

Il numero da raggiungere in Senato per avere la maggioranza è 161 e se il PD si mettesse d’accordo con i 5 Stelle, la somma dei loro senatori farebbe 158. Insufficiente. Ma dobbiamo calcolare anche il gruppo misto, che annovera 4 senatori LEU e 4 fuoriusciti dal Movimento. Se aggiungiamo questi 8, abbiamo un totale di 166: la Lega perde e sta fuori dalla stanza dei bottoni.

Questo nuovo governo potrebbe insediarsi con lo scopo di portare il Paese al voto a Novembre, ma non è affatto detto che il nuovo matrimonio non si scopra più solido del precedente.

Chi potrebbe essere il nuovo Presidente del Consiglio? Nei corridoi dei Palazzi si fanno alcuni nomi, ma Conte potrebbe essere quello più gettonato: ha dimostrato equilibrio, personalità, capacità di muoversi anche in ambito internazionale. L’alternativa potrebbe essere Carlo Cottarelli. Naturalmente, il Centrodestra non appoggerebbe questo esecutivo.

Evoluzione di questo governo è quello suggerito da Renzi, che vede sempre la Lega alla finestra e avrebbe quale obiettivo di condurre al voto nel maggio 2020, dopo aver redatto la legge di bilancio e il taglio dei parlamentari con tutte le conseguenze necessarie, in primis la riforma dei collegi elettorali. In questo caso, si sussurra il nome di Mario Draghi quale Premier, che a novembre lascerà la guida della BCE e gode di ampissima reputazione in Europa. Forza Italia e Berlusconi, che a maggio lo indicò come la personalità giusta per rilanciare l’Italia, potrebbero appoggiare questa candidatura.

Salvini, e il centrodestra, premono per andare al voto il più presto possibile e “battere il ferro finché caldo”, specialmente la Lega. La politica italiana ha una lunga serie di leader, e l’ultimo è stato Renzi, che dalle stelle sono caduti nella polvere e in breve tempo. In ogni caso, per raggiungere la maggioranza, Salvini dovrebbe stipulare un accordo elettorale preventivo con la Meloni e Berlusconi. Quest’ultimo pone qualche problema, perché il Cavaliere, nonostante le 82 stagioni, è un tipo a cui non piace fare il rincalzo.

A Mattarella la parola, con il forte sospetto che la matassa potrebbe non essere sbrogliata secondo le speranze del “Capitano”: troppi appuntamenti significanti bussano alla porta e le richieste dell’Europa, insieme all’aumento dell’IVA, vanno affrontate proteggendo i risparmi degli italiani.

Massimo Carpegna

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