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Il prezzo del Palladio aumenta dopo lo scontro Usa-Iran

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Il pericolo incombente di conflitto internazionale spaventa le popolazioni, ma non solo. A temere le rappresaglie e le conseguenze di quanto sta avvenendo in queste ore tra USA e Iran, infatti, sono anche i mercati finanziari.

Il prezzo del Palladio da 150 dollari per oncia nel 1990 sale a 1800 dollari per oncia negli ultimi giorni

La principale oscillazione delle ultime ore ha riguardato il prezzo del petrolio, che, come era facile immaginare, ha subito una netta impennata fino a superare i settanta dollari al barile. Aumento considerevole anche per l’oro, che ha raggiunto i 1800 dollari l’oncia, mentre per il palladio, il metallo più ricercato del momento, la crescita è stata addirittura maggiore.

Con i 2020 dollari l’oncia raggiunti nella giornata di ieri il prezioso metallo ha abbattuto tutti i record ed è balzato in cima alla classifica dei cosiddetti “beni di rifugio”. Con questa espressione si intende identificare quei beni – perlopiù del sottosuolo – il cui valore oscilla in maniera considerevole in occasione del verificarsi di determinati eventi legati alla situazione geopolitica e quella finanziaria.

Russia e Sudafrica i paesi produttori

Dove si trova il Palladio? Il titolo di questo paragrafo è esauriente: Russia e Sudafrica. Nessun altro posto al mondo. E’ per questo che il valore schizza al massimo col passare del tempo, ed è sempre per questa ragione che gli eventi delle ultime settimane influiscono sul valore altissimo di questo metallo prezioso.

Il vero problema, però, sta nella scarsa dotazione delle riserve russe. A quanto risulta, infatti, i giacimenti di palladio in Russia sarebbero praticamente esauriti. L’unico produttore mondiale capace di garantire – ancora per poco – la soddisfazione della larga richiesta di palladio sarebbe solamente il Sudafrica.

A chi serve il palladio?

La richiesta di palladio arriva, per la maggiore, dalle case produttrici di automobili. Il motivo è strettamente legato alle nuove politiche ecologiche adottate dai principali produttori del mondo dei motori.

Con il palladio, infatti, si costruiscono marmitte catalitiche per motori non inquinanti, in linea con le politiche anti-inquinamento promosse da quasi tutti i governi delle principali potenze mondiali.

Ma le conseguenze di questa oscillazione di prezzo potrebbero, verosimilmente, abbattersi sui consumatori. E’ facile ipotizzare, infatti, che i produttori vogliano “scaricare” i costi di acquisti del palladio (evidentmente maggiorati) sui consumatori in fase di vendita del prodotto finale.

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