Inchiesta Covid: Conte non firmò per la zona rossa

L'ex premier risulta indagato per "mancata zona rossa": non firmò il decreto per istituirla.

Nuovi retroscena sull’inchiesta Covid relativa ai fatti della Bergamasca, che vedeva tra gli indagati anche Conte e Speranza per la gestione della pandemia.

Inchiesta Covid: perchè Conte è indagato?

Si legge sul Corriere della Sera che il provvedimento che i bergamaschi aspettavano era già scritto, ma restò chiuso in un cassetto. Lo trovarono gli investigatori della Procura di Bergamo nel gennaio 2021, durante alcune perquisizioni nell’ambito dell’inchiesta Covid, sulla gestione della pandemia. Nella bozza di decreto si nominavano Alzano Lombardo e Nembro, entrambi da aggiungere all’elenco degli 11 comuni in zona rossa. In fondo alla bozza di provvedimento c’era la firma del ministro Roberto Speranza, ma mancava quella del premier Giuseppe Conte. L’ex premier decise a marzo di istituire divieti allargati. Ed ecco perché al momento risulta tra gli indagati per la “mancata zona rossa”.

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Conte indagato per “mancata zona rossa

Conte risulta dunque indagato per la mancata istituzione della zona rossa. Al ministro Speranza viene addebitata invece la mancata applicazione del Piano pandemico: un protocollo specifico che ogni Paese dovrebbe adottare su richiesta dell’Oms. I pm di Bergamo ritengono che “errori e omissioni causarono più morti”. Conte sostiene che “si lottava a mani nude contro un nemico invisibile e in un momento drammatico”. Intanto l’inchiesta prosegue per accertare le responsabilità.