Luca Palamara scatena la bufera sul sistema giudiziario

Il libro intervista di Alessandro Sallusti "Il Sistema" raccoglie la lunga testimonianza di Luca Palamara, radiato dalla magistratura, che si difende svelando la predominanza delle correnti nelle nomine giudiziarie e gli intrecci con la politica

Tanto tuonò che piovve perché, in questo periodo di emergenza pandemica ed economica senza precedenti, si apre anche il fronte della crisi sempre più drammatica nella magistratura con Luca Palamara che scatena la bufera sul sistema giudiziario nel libro “Il Sistema, Potere, politica, affari: storia segreta della magistratura italiana” di Alessandro Sallusti.

Chi è Luca Palamara

Il protagonista di questo libro intervista, concessa al direttore del Giornale, ha una fulminea e brillante carriera alle spalle che si è interrotta nell’autunno scorso. Il sito del Consiglio superiore della Magistratura precisa che Palamara è stato il più giovane presidente dell’Associazione nazionale magistrati dal 2008 al 2012.

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Membro togato del Csm dal 2014 al 2018, nell’ottobre 2020 Luca Palamara è stato radiato dall’ordine giudiziario, a seguito di un’indagine sul suo ruolo di mediatore all’interno del sistema delle correnti della magistratura, ma ha già presentato appello contestando la decisione e dichiarandosi pronto a fare tutte le dichiarazioni necessarie, sia al Csm, sia all’Anm. In pratica, è finito nell’occhio del ciclone come regista di un sistema di potere che decide in modo arbitrario le nomine con scandalo finale nel 2019, le conseguenze gravi a livello personale e il successivo terremoto ai vertici Anm dell’anno scorso.

Il libro intervista di Alessandro Sallusti

L’ex magistrato rivela la sua verità su questi delicati temi che lo coinvolgono in prima persona, in un’intervista fiume che ha originato un volume di 288 pagine, edito da Rizzoli, che ha scatenato una bufera, anche perché “Il Sistema” è diventato un best seller su Amazon, fin dal primo giorno di uscita, ed è già esaurito in molte librerie.

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Il nocciolo delle rivelazioni di Palamara si riassumono efficacemente nei punti chiave della presentazione curata dalla stessa casa editrice:  “Incalzato dalle domande di Alessandro Sallusti, in questo libro Palamara racconta cosa sia il “Sistema” che ha pesantemente influenzato la politica italiana.

Il “Sistema” è il potere della magistratura, che non può essere scalfito: tutti coloro che ci hanno provato vengono abbattuti a colpi di sentenze, o magari attraverso un abile cecchino che, alla vigilia di una nomina, fa uscire notizie o intercettazioni sulla vita privata o i legami pericolosi di un magistrato. È quello che succede anche a Palamara: nel momento del suo massimo trionfo (l’elezione dei suoi candidati alle due più alte cariche della Corte di Cassazione), comincia la sua caduta”.

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La presentazione di Alessandro Sallusti

Alessandro Sallusti ha spiegato che la collaborazione con Palamara scoperchia il dietro le quinte del sistema giudiziario italiano. Ne emerge un racconto di cui emergeva solo la punta dell’iceberg, mentre la parte più inquietante è rimasta per anni nascosta sotto il livello dell’acqua:

“È una lunga intervista che Palamara mi ha concesso, io e lui appartati soli per settimane, circondati da faldoni di documenti, appunti e migliaia di messaggini telefonici ed email estratti dal suo telefonino e dal suo computer. Quello che certo emerge è che la magistratura italiana – egemonizzata dalla sua corrente di sinistra della quale Palamara è stato a lungo alleato – è intervenuta direttamente e indirettamente, ma soprattutto coscientemente, sulla vita politica italiana, a volte di sua sponte, altre in accordo con le massime istituzioni del Paese, Quirinale non escluso”.

Il chiarimento di Luca Palamara

Palamara ha dichiarato quanto segue: “Sono consapevole di aver contribuito a creare un sistema che per anni ha inciso sul mondo della magistratura e di conseguenza sulle dinamiche politiche e sociali del Paese. Non rinnego ciò che ho fatto, dico solo che tutti quelli, colleghi magistrati, leader politici, uomini delle istituzioni, molti dei quali tutt’ora al loro posto, che hanno partecipato con me a tessere questa tela, erano pienamente consapevoli di ciò che stava accadendo“.

Alla domanda di Sallusti: “Ma allora anche tu sei di sinistra?“, Palamara ha risposto: “Non è vero. Io non ero il protettore di questo o di quello, di una parte politica o dell’altra, io ero il protettore del sistema correntizio che a maggioranza era su posizioni politiche e ideologiche di sinistra in conflitto con le destre di Silvio Berlusconi. Il mio compito non era di cambiare quella posizione, ma semplicemente di difendere il sistema. L’ho fatto per convenienza? Perché ci credevo? Per calcolo? L’ho fatto e l’ho fatto con successo. Punto“.

Le inchieste politiche e le nomine arbitrarie dei magistrati

Le fonti raccolte portano alla luce inchieste e processi, protezioni o attacchi dei vertici della magistratura ai governi, a seconda dello schieramento politico, dato che i vertici giudiziari hanno esercitato anche un ruolo di opposizione politica non solo contro Silvio Berlusconi, ma anche nei confronti delle scelte politiche non gradite di Matteo Renzi e Matteo Salvini di cui Palamara spiega i dettagli.

Riguardo le nomine e assegnazioni dei posti disponibili, un piccolo numero di alti rappresentanti delle correnti della magistratura ha sempre deciso chi meritasse di accedere alle più alte cariche nelle procure più prestigiose e chi dovesse restarne fuori, perché non allineato con le correnti stesse e il libro spiega dettagliatamente gli incontri ristretti, i partecipanti e il livello delle decisioni prese.

Sallusti si domanda come mai l’attuale vicepresidente del Csm David Ermini abbia partecipato all’inaugurazione del primo anno giudiziario post-Palamara dopo aver appreso dalla lettura de “Il Sistema” la notizia – non smentita – che proprio Ermini fu eletto grazie a Palamara dopo una cena cui partecipò anche l’interessato insieme a un politico indagato, Luca Lotti del Pd.

Luca Palamara incoraggiato a svelare il Sistema

Palamara dichiara di aver deciso di svelare il “Sistema” in collaborazione con Sallusti per fare un’operazione di verità, su richiesta di almeno 24 magistrati in conflitto con il sistema correntizio, e sottolinea che la sua radiazione deriva dall’aver rotto l’alleanza tra la corrente di centro “Unicost” di cui era uno dei capi, e quella di sinistra “magistratura democratica”.

La nuova intesa tra Unicost e la corrente non di sinistra “Magistratura indipendente” ha permesso di far eleggere il primo presidente e il procuratore generale della Cassazione che non appartenevano alla corrente di sinistra, com’era sempre successo. Palamara non lancia accuse specifiche, ma rileva il fatto che, dopo la rottura con Magistratura democratica, è iniziato il suo declino, l’inchiesta e la conseguente radiazione.

La dichiarazione inquietante sul sistema giudiziario in Italia

Palamara descrive il sistema giudiziario in modo inquietante: “Un procuratore della Repubblica in gamba se ha nel suo ufficio un paio di aggiunti e di sostituti svegli, un ufficiale di polizia giudiziaria che fa le indagini sul campo, altrettanto bravo, ed è ammanicato con i servizi segreti e se questi signori hanno rapporti stretti con un paio di giornalisti di testate importanti e, soprattutto, con il giudice che deve decidere i processi, beh hanno più potere del Parlamento“.

A questa rivelazione, Alessandro Sallusti aggiunge che il meccanismo si completa se esiste la copertura istituzionale del presidente della Repubblica, che presiede anche il Csm, e ha spesso un ruolo politico attivo, diventando il garante di iniziative giudiziarie che influenzano pesantemente la politica.

La reazione dei magistrati

Le reazioni dei magistrati sono contrastanti, si passa dalla reazione indignata di chi vuole un radicale cambio di passo e le dimissioni dei procuratori di alto livello che il libro chiama in causa, perché la magistratura ha perso credibilità, a chi si sforza di minimizzare le dichiarazioni di Palamara. E’ il caso del vicepresidente del Csm Ermini che si limita a parlare di “scorie” da eliminare e di “degenerazione correntizia“, riguardante soprattutto il passato.

Non manca chi minaccia querele, ma Palamara si dichiara tranquillo perché ha dimostrato la sua verità con fonti scritte e serve “l’onere della prova” in tribunale per dimostrare che lui ha torto. Del resto, lo staff legale della Rizzoli ha passato al setaccio il libro e ha dato l’ok alla pubblicazione, in quanto si tratta di fatti documentati.

Rincara la dose il Procuratore generale Luigi Riello: “Mi sembra che larga parte della magistratura si stia illudendo, in gran parte in buona fede, che, cacciato Palamara dalla Magistratura, dimessisi alcuni consiglieri del Csm, tutto sia ritornato normale…Palamara è il diavolo, lui è il cancro, lo abbiamo estirpato, le nostre coscienze sono immacolate…Se la sua colpevolezza sarà definitivamente accertata in sede disciplinare e penale” occorre comunque “Procedere a una presa di coscienza, finalmente seria, degli errori commessi da moltissimi, dell’acquiescenza prestata a pratiche note, talora condivise, talaltra tollerate con rassegnato silenzio“.

Luca Palamara scatena quindi la bufera sul sistema giudiziario e il direttore del Giornale non pretende che il libro racchiuda tutta la verità ma “per la prima volta squarcia lo spesso e impenetrabile velo di omertà dietro il quale la magistratura ha coperto fatti e a volte misfatti”. La realtà comincia a emergere e non mancheranno nuovi colpi di scena.