Politica
Molte regioni non vogliono rinunciare alla stagione sciistica, ecco alcune idee e proposte

Le regioni interessate a far partire la stagione sciistica durante le vacanze natalizie stanno proponendo al Governo delle soluzioni per permettere a famiglie e vacanzieri di poter frequentare le zone sciistiche in sicurezza.
I ristori proposti dal Governo non bastano per hotel, centri sportivi e ristoranti. Per mantenere un’economia di sopravvivenza si chiede che nelle diverse destinazioni si agevoli la presenza delle persone che possono e chiedono di pernottare almeno una notte, per chi possiede una seconda casa in zone turisticamente importanti d’inverno.
Chi la seconda casa può affittarla, oltre ad avere un introito contribuisce alle diverse proposte e piani che gli enti locali stanno studiando per evitare pendolarismo e assembramento.
Stagione sciistica, la proposta dello skipass
La soluzione sottoscritta, in un vertice tra le regioni, porterà la proposta di uno skipass (una sorta di abbonamento o biglietto unico) per chi ha pernottato in una struttura ricettiva o per chi possiede o prende in affitto una seconda casa. In questo modo, gli enti locali possono controllare meglio l’afflusso negli impianti sciistici.
Le regioni parlano di gradualità, protocolli di sicurezza studiati e pronti per essere messi alla prova. “Il Governo ci ascolti” chiedono gli assessori “consenta l’apertura degli impianti di risalita con questo criterio e permetta la mobilità regionale”.
Il punto importante è la mobilità tra le regioni
Gli assessori spiegano che sono pronti a rinunciare ai capodanni organizzati, ai momenti di aggregazione. L’importante è non bloccare la mobilità tra regioni, soprattutto per chi ha prenotato in una struttura ricettiva almeno una notte.
Lo stimolo a questa proposta è il confronto con gli stati esteri, Svizzera (richiamata dall’Onu per alcune lacune nel rispondere all’emergenza Covid), l’Austria e la Slovenia. È di qualche giorno fa la notizia di osservatori austriaci presenti in Alto Adige e Bolzano durante i vaccini a tappeto.
Gli assessori spiegano che è necessario trovare un compromesso perché ne va della sopravvivenza della montagna, dei suoi lavoratori e di un introito annuale di 20 miliardi di euro.









