Niente test nei porti e aeroporti: caos totale per i tamponi dal rientro dall’estero

Caos per i tamponi previsti dall'ordinanza del ministro Roberto Speranza per chi rientra da Grecia, Spagna, Malta e Croazia

L‘ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza in meno di 24 ore che prevede tamponi obbligatori o test sierologici per chiunque rientri in Italia da Spagna, Grecia, Malta e Croazia sta già generando caos e disordini. Passeggeri che lasciano indisturbati porti o aeroporti senza essere controllati, scali e strutture che si devono ancora organizzare. Insomma un caos totale.

Regioni che si stanno organizzando

Quali sono le regioni che si stanno attrezzando? in primis la Liguria, la Sardegna, il Veneto, il Piemonte e il Lazio ognuno con i propri provvedimenti. Ad esempio nel Lazio sono già operativi 16 drive-in da cui recarsi per effettuare i test sierologici.

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Mentre L’Emilia Romagna va in contro corrente, niente obbligo di isolamento in attesa del tampone come prevede l’ordinanza. Il presidente della regione Raffaele Donini ha dichiarato “Abbiamo convenuto con il Ministero che, per quanto ci riguarda, i test che verranno fatti all’arrivo dai Paesi citati nell’ordinanza del ministro sono da considerarsi come una indagine epidemiologica, per questo non si prevede l’isolamento nè della persona nè del periodo di attesa del tampone“.

Ma resta comunque sottolinea Donini l’obbligo di informare l’arrivo da i paesi a rischio per poi essere sottoposti ai test“.

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Fiavet: 10 mila italiani si trovano in Spagna, Grecia, Malta e Croazia

Secondo la federazione italiana imprese e turismo Fiavet sarebbero circa 10 mila gli italiani che si trovano attualmente nei paesi citati sopra e per i primi che sono rientrati non è stato fatto alcun test. L’ufficio di Sanità marittima ha detto che a malpensa è impossibile fare i test perchè non ci sono strutture adeguate c’è solo un pronto soccorso e non un laboratorio specializzato adatto per fare i test.

Non ci sono aeroporti che possano fare tamponi se non i piccoli scali con 100 passeggeri al giorno ma i passeggeri sono oltre 6.000 al giorno. Stessa situazione a Fiumicino dove c’è solo l’obbligo di dichiarare alle autorità il proprio rientro e fare il tampone entro 48 ore. Ad Ancona dove arrivano molti traghetti dalla Croazia e dalla Grecia non è stato fatto neanche un tampone. Impensabile logisticamente afferma il presidente del porto Rodolfo Giampieri, allo sbarco la gente viene mandata a casa viene informata l’Asl e in seguito bisogna fare il tampone entro 48 ore dal rientro.

Ambra Leanza
Ambra Leanza
Articolista freelance, appassionata di viaggi, lettura e scrittura

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