Politica
Reddito di Emergenza: 150 mila le domande all’INPS in una settimana

150.000 domande in una settimana, sono questi i numeri delle domande pervenute all’INPS al fine di richiedere il reddito di emergenza. I moduli per effettuare la richiesta sono stati pubblicati sul sito INPS il 22 maggio. Fabiana Dadone, ministro per la pubblica amministrazione, ha reso noti i numeri attraverso un tweet, dove ha ringraziato anche il ministro del lavoro Nunzia Catalfo.
“Per il reddito di emergenza la procedura è già avviata le domande presentate all’Inps sono a quota 150mila. – scrive- Grazie al ministro Nunzia Catalfo per il suo infaticabile lavoro: con il Movimento 5 Stelle al governo nessuno rimarrà indietro“.
Che cosa è il reddito di emergenza
Il sussidio è stato previsto dal decreto Rilancio, approvato a maggio dal Consiglio dei ministri, al fine di coprire anche quella fascia di popolazione non interessata dai sussidi stanziati in precedenza per l’emergenza Covid-19, ad esempio i lavoratori in nero. Per potervi accedere, è necessario avere l’ISEE di quest’anno.
Il problema, però, riguarda la cifra stanziata: non più tre miliardi, come precedentemente annunciato, bensì 959 milioni di euro, che basteranno per fronteggiare momentaneamente l’emergenza per 1,2 milioni di famiglie. Ma a quanto ammonta l’assegno pro-capite? Per un solo soggetto, si prevedono 400 euro, mentre per le famiglie da tre figli in poi, il doppio (quindi 800 euro). Tale ammontare sarà versato per due mensilità. Si ricorda di inoltrare la domanda entro fine giugno.
Previste semplificazioni edilizie
Il prossimo decreto, invece, sarà improntato sulle semplificazioni. Il governo ha intenzione di sburocratizzare anche l’edilizia, ed in merito il ministro Dadone ha anticipato: “Ci sono alcune misure in materia di edilizia che potrebbero dare una grande spinta alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente e quindi alla rigenerazione urbana, limitando il consumo di suolo e al tempo stesso offrendo un importante contributo alla ripresa del settore dopo la crisi da Covid-19 con effetti diretti sull’occupazione e sull’intero indotto. Penso ad esempio alla riduzione del contributo di costruzione per gli interventi di ristrutturazione e riqualificazione per agevolare la rigenerazione urbana. Penso alla conferenza dei servizi da semplificare ulteriormente“.









