Renzi contro tutti: repliche a Ue ed Enti locali

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Matteo Renzi risponde via Twitter all’ assedio congiunto dei temi caldi del momento. Dalle bacchettate dell’ Ue, agli attacchi di Regioni e Comuni per i possibili tagli alla spesa sanitaria.

Matteo Renzi si affida a Twitter per commentare le “news più discusse” della settimana. Sul fronte europeo arriva la replica agli ammonimenti rivolti al governo italiano dal bollettino mensile della Bce, dove sono stati espressi dubbi sulla possibilità di centrare l’obiettivo di bilancio prefissato per il 2014, e la conseguente esortazione ad attuare un ulteriore “consolidamento” dei conti pubblici. Il tutto sullo sfondo poco rassicurante della congiuntura economica, sul cui peggioramento è arrivata ulteriore conferma dal recente rapporto della Commissione europea sulla competitività.

Noi rispettiamo il 3%. Siamo tra i pochi a farlo. Da Europa dunque non ci aspettiamo lezioni, ma i 300 miliardi di investimenti“, risponde il premier, liquidando le bacchettate della Bce per spostare l’attenzione sui 300 miliardi promessi da Juncker, neo-presidente della Commissione europea, destinati a investimenti su istruzione, banda larga e interventi per il dissesto idrogeologico.

Ma è il fronte interno a sollevare il polverone più alto, dopo le indiscrezioni trapelate in merito a un possibile taglio alla Sanità che il Tesoro starebbe pianificando in attuazione della spending review. Tagli inaccettabili secondo governatori, sindaci e molti rappresentanti politici che fanno fronte comune, intonando ad alta voce un canto di protesta.

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Sergio Chiamparino, presidente della Conferenza Stato-Regioni, nonchè governatore del Piemonte, paventa una possibile rottura del rapporto di “fiducia e collaborazione” tra Stato e Regioni, in caso di effettiva attuazione dei tagli. Pareri negativi a tali ipotesi giungono pure dalle parole dell’ ex segretario del Pd, Pierluigi Bersani, e dal governatore della Regione Campania, Stefano Caldoro. Ancora più dura la reazione della Lega Nord, che in piena coerenza con lo stile che da sempre la contraddistingue descrive scenari di possibili “rivolte”, attraverso il commento di Maroni e Zaia. “Purchè non rompano i coglioni alla Lombardia”, chiosa invece con una certa finezza Matteo Salvini.

Revisione della spesa non significa tagliare la sanità. Ma le regioni prima di fare proclami inizino a spendere bene i soldi che hanno“, replica Matteo Renzi, cercando di gettare acqua sul fuoco. Rassicurazioni generiche che tuttavia difficilmente metteranno a tacere il coro di proteste che si è sollevato. Almeno finchè non sarà chiaro dove il Governo attingerà le risorse per raggiungere i 20 miliardi della manovra 2015.