Politica
Salvini sarà processato per il caso Gregoretti

Detto, fatto. Matteo Salvini ha ordinato ai suoi discepoli di partito di levargli l’immunità parlamentare per mandarlo a processo e questi hanno diligentemente eseguito la direttiva. Nel tardo pomeriggio di ieri, al tavolo della Giunta delle Immunità erano presenti solo i gruppi del Centrodestra e con la maggioranza di governo che per protesta ha disertato la votazione, è stata una partita tra amici: 4 voti di Forza Italia e 1 voto di Fratelli d’Italia hanno cercato di negare il procedimento giudiziario nei confronti di Salvini, mentre 5 voti della Lega Nord si sono espressi per togliergli l’immunità e farlo processare. In caso di parità (5 pari) il regolamento del Senato prevede che il testo sull’autorizzazione a procedere venga bocciato e passi dunque il via libera in questa circostanza. Tutto calcolato?
Ciò che è accaduto ieri sarebbe un evento comune in un paese normale, ma dato che l’Italia è tutto fuorchè un paese normale, bisogna allora ragionare su quello che è successo.
Per fare questa riflessione è però necessario partire da lontano, camminare a passo di gambero e tornare indietro sino a marzo 2019. Il leader della Lega Nord fu accusato di “sequestro di persona aggravato” per non aver concesso lo sbarco di 137 migranti a bordo della nave Diciotti, ma in quel caso volle scappare dal processo e grazie ai voti del Carroccio, del Centrodestra e a quelli degli alleati di allora del Movimento 5 Stelle, il Senato respinse l’autorizzazione a procedere contro l’ex-Ministro degli Interni in quanto “il governo non doveva rispondere di una azione collegiale compiuta nell’interesse dello Stato e dei cittadini”. Salvato Salvini.
Questa volta è invece tutto ribaltato. Matteo Salvini rinuncia all’immunità parlamentare e vuole farsi processare per il caso della nave Gregoretti. Come mai? La risposta è semplicissima: oltre al fatto che il rischio di una condanna è bassissimo, il Capitano vuole sfruttare al massimo questo episodio, farlo passare come una congiura dei giudici contro di lui per farlo fuori ed approfittando di questa manovra vincere le elezioni in Emilia-Romagna in programma per domenica prossima. Un piano perfetto (secondo lui).
Ecco dunque spiegato perché la Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati si è così tanto adoperata affinchè si votasse prima delle elezioni regionali emiliano-romagnole, ecco perché la maggioranza M5S-PD non si è presentata per protesta ed ecco perché la Lega Nord ha votato contro il suo leader. Chissà se questa brillante strategia di Salvini lo porterà alla vittoria.
A metà febbraio ci sarà il voto finale a Palazzo Madama.
Riccardo Chiossi









