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Scuola, Azzolina contro Fontana e Salvini: “Chiudere le scuole non è la soluzione”

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La ministra dell’Istruzione ha scritto ai due governatori esortandoli a tornare sui loro passi auspicando un ritorno alla didattica in presenza.

La lettera dell’Azzolina

La ministra, nella lettera indirizzata ad Attilio Fontana, rende pubblico il suo dissenso rispetto alle decisioni del governatore in ambito scolastico. Sebbene infatti i contagi stiano sempre più salendo e inizino a diventare una seria preoccupazione per tutto il governo, secondo Azzolina la strada da percorrere non è quella della cosiddetta dad (didattica a distanza).

Come ricordato dal premier Conte alcune settimane fa, infatti, la didattica in presenza è di vitale importanza affinché possa essere garantita un’istruzione di qualità.
Se infatti le lezioni online hanno avuto migliorie negli ultimi periodi, esse si distanziano sempre da quelle svolte in presenza; soprattutto in casi di istituti professionali dove la manualità è parte integrante del percorso di studi.

Azzolina, in risposta alle decisioni di Fontana, ha invece proposto una frammentazione degli orari scolastici. Se le scuole assumono infatti un ordinamento flessibile si potrebbero evitare raggruppamenti nelle zone limitrofe alle strutture scolastiche e, soprattutto, negli autobus, oggetto di grande polemica a causa del loro immancabile sovraffollamento. La lettera si chiude con un ultimo appello al governatore affinché collabori con le istituzioni per trovare nuove misure che non includano la chiusura delle scuole, in modo che vengano garantiti al contempo la sicurezza dei cittadini e il diritto allo studio dei ragazzi lombardi.

La risposta di Salvini

Immancabile era in questo caso una dichiarazione da parte dell’ex ministro degli esterni, Matteo Salvini, che in questi mesi non ha fatto segreto di essere contrario a molte scelte della Azzolina. Ultimo di questi disaccordi lo si torva nella questione riguardante il concorso per oltre 30mila insegnanti annunciato dalla ministra.

Ed è quest’ultima faccenda ad essere presente nella parole di Salvini: “Anziché attaccare la Lombardia e straparlare ancora di banchi con le rotelle, il ministro Azzolina si preoccupi di cancellare il folle concorso nazionale che obbliga 60mila insegnanti a girare per l’Italia nonostante il Covid”. Dichiarazione che non fa altro che portare ulteriore disordine in un ambito ad oggi terribilmente in crisi come quello della scuola italiana, e il quale necessita di norme più precise e decise affinché venga offerta un’alternativa migliore a quella, fin troppo semplicistica, di chiudere le scuole.

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