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Stabilita la data per il referendum sul taglio dei parlamentari, ecco quando

Il referendum per decidere sulla spinosa questione del taglio delle poltrone in parlamento è stato fissato per il 29 marzo. Il Consiglio dei ministri, infatti, ha fissato un giorno per la consultazione popolare sulla riforma costituzionale e l’ha comunicata a mezzo stampa per darne l’ufficialità. Spetta a Sergio Mattarella, in qualità di presidente della repubblica, emanare un decreto ad hoc per ratificare la decisione.
A confermare l’imminente data, è stato l’esponente del 5 stelle Vito Crimi: “Oggi cominciamo a parlare delle cose da fare subito. Il primo appuntamento che abbiamo è il referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari: la prima cosa di cui dobbiamo parlare è questa“. Ciò, a sottolineare che ai ministri preme dirimere la questione il prima possibile.
I motivi del referendum
Il referendum è stato indetto poiché, il 18 dicembre dello scorso anno, tre senatori (Nannicini del Pd, Cangini e Pagano di Forza Italia) hanno presentato le 64 firme necessarie (in seguito salite 71) per chiamare i cittadini al voto in modo da confermare il taglio dei parlamentari. La riforma dei 5 stelle aveva già avuto approvazione della Camera lo scorso ottobre, all’unanimità.
60 giorni dopo, alcuni esponenti politici hanno cercato di mantenere il loro posto a Montecitorio e Palazzo Madama, e dopo il deposito dell’ordinanza della Cassazione, sono iniziati a decorrere i sessanta giorni per scegliere una data del referendum. Il giorno poteva esser scelto tra gli ultimi giorni di marzo e la prima domenica di giugno, ed il consiglio dei ministri ha preferito correre al voto nella prima data utile.
Si ricorda che il referendum è confermativo e non abrogativo, pertanto non è necessario il raggiungimento di un quorum.









