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Il Cts chiede misure urgenti per le festività, finalmente il parere tecnico è arrivato

Come scrivevamo anche ieri, la prima domenica da regioni gialle in molte città ha stupito e indignato diversi politici e anche gli esperti del Comitato Tecnico Scientifico. Sì, proprio a lui a cui si chiedeva il parere “tecnico ed esperto” sulle misure da adottare durante le feste e, soprattutto, sulla possibilità di concedere apertura per gli spostamenti tra i comuni. Insomma, arriva la risposta netta ad aperturisti e chiusuristi.

Dopo che la Germania ha dichiarato di nuovo il lockdown perché le misure finora adottate hanno fallito, arriva la voce definita del nostro CTS che questa mattina ha incontrato Giuseppe Conte, i capidelegazione, diversi ministri e anche Luciana Lamorgese.

Sulla ministra degli Interni, intanto, abbiamo una buona notizia, il test Covid che l’aveva dichiarata positiva era un “falso positivo”. La Lamorgese non è contagiata, pertanto anche i politici che si sono messi in quarantena dopo questa notizia possono rientrare alle loro attività quotidiane.

Perché il Comitato Tecnico Scientifico preme sulla chiusura totale?

Il Comitato Tecnico Scientifico ha spiegato alla delegazione che è proprio a Natale il periodo in cui bisogna estendere le misure.

Il motivo è non avere il pericoloso picco a gennaio, la terza ondata, parallela anche al potenziale aumento di malanni stagionali.

Finora il CTS si era limitato a dare dei consigli, con gli assembramenti di domenica ha scelto un dialogo più diretto con le parti politiche e anche il dietrofront sulle aperture.

Garantire il controllo durante le feste natalizie è difficile

Il Comitato Tecnico Scientifico deve coordinare anche il controllo capillare in strada, evitare gli assembramenti, creare delle unità di intervento se qualcuno si sente male, eccetera.

I tecnici spiegano che sarà difficile sotto Natale controllare in maniera capillare il territorio. Inoltre, l’incidenza dei nuovi casi è troppo alta.

Il CTS ha affermato che l’Italia ha raggiunto un numero di morti giornalieri superiore a quello della Germania. Inoltre le nostre strutture sanitarie sono ancora sotto stress.

Gli effetti di assembramenti, comportamenti sbagliati adottati anche ingenuamente, ad esempio in famiglia, si vedrebbero a partire dal 7 gennaio con l’inizio delle scuole e i ritorni lavorativi.

Natale con nuovo lockdown? Forse sì

La soluzione che si sta discutendo è il lockdown totale nei periodi festivi e prefestivi, tutta l’Italia diventerebbe o zona rossa o arancione con qualche libertà sugli spostamenti.

Queste nuove soluzioni in vista, creano un nuovo clima tra due aree di pensiero presenti nei partiti politici e nel Governo sulle misure da adottare durante le feste. In tutti i partiti e nella macchina governativa ci sono ufficialmente due fazioni: gli aperturisti e i chiusuristi. La ministra Bellanova ad esempio è aperturista.

Le divisioni rimangono ma con un clima meno teso rispetto agli altri giorni, ciò potrebbe essere dovuto proprio alle immagini di ieri con alcune principali città affollate. Il pericolo di una crisi di governo è però ancora nell’aria nonostante il richiamo alla responsabilità di Mattarella e anche di Zingaretti per la sua parte politica.

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