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Emergenza coronavirus: riapertura scuole

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La divisione delle classi, metà on-line e metà in aula, rappresenta il contesto di partenza della scuola, che non deve e non può, perdere centralità.

La centralità della scuola

Il Ministro Lucia Azzolina afferma che bisogna impiegare risorse e mettere in campo innovazioni, sotto il profilo degli spazi e della didattica. Come l’emergenza coronavirus, per la scuola, sono stati messi in campo 85 milioni di euro con il Decreto Cura Italia, ed altri 80 milioni di euro per i fondi Pon, per la didattica a distanza. Inoltre, bisogna aprire le aule oggi chiuse e per questo, mettere le strutture in sicurezza. In virtù di questo, sono stati stanziati altri 855 milioni di euro destinati a Province ed alle Città Metropolitane.

Le ipotesi al vaglio del Ministro dell’Istruzione

Una delle ipotesi, messe in campo dal Ministro dell’istruzione, sarebbe la divisione delle classi, metà in aula e metà online. La cosa fondamentale, è che ognuno, possa beneficiare, al meglio, delle condizioni che la scuola può offrire. Classi dimezzate, per garantire il distanziamento degli alunni, pasti da consumare al banco, piuttosto che a mensa. Inoltre, didattica mista, in presenza ed a distanza, anche a settembre. Tra le ipotesi, assume rilevanza, anche l’uso delle mascherine, a partire dalle scuole elementari. Non agli insegnanti però; per loro meglio delle maschere trasparenti, sull’intera faccia, che lasciano così trapelare il volto. Fondamentali l’uso di dispenser, con igienizzanti, in tutte le classi e la continua sanificazione dei locali. Previsti anche, l’avvio di comunità familiari che possano condurre, all’aperto, mini-gruppi di bambini, con la collaborazione di operatori del terzo settore. Un’attività, quest’ultima, da svolgere con l’assistenza della scuola, nella progettazione della turnazione: ciascuna famiglia, ospita l’intero gruppo a turno: ad esempio, per 5 bambini, ciascuna famiglia, ne ospita 4 per un giorno a settimana, ed invia il proprio bambino al domicilio di altri, per i restanti 4 giorni. Idea avventata?

Garantire il migliore rientro a scuola

Ritornare a scuola, a settembre in piena sicurezza, sarà possibile, solo mettendo in campo, soluzioni adattabili alle varie fasce d’età degli studenti, alle strutture scolastiche ed alla peculiarità delle diverse realtà territoriali. Senza dimenticare, la minaccia di contagio. Bisogna pensare, innanzitutto, agli studenti, alle loro famiglie, ai docenti ed a tutto il personale. Il Ministro Lucia Azzolina, afferma, che non bisogna solo immaginare la scuola di settembre, ma anche quella che verrà, come occasione di trasformare la crisi, in opportunità.

Didattica mista

Didattica mista, vale a dire, giorni alterni, o settimane alterne, per lezioni in presenza ed a distanza. Ciò, vale a dire, proseguire con l’e-learning, anche a settembre. Il suggerimento è di aumentare gli sforzi per superare le difficoltà in cui versano alcune famiglie, semplificando l’assistenza tecnologica, aggiungendo delle videochiamate pratiche e dei tutorial, in quanto, per alcuni genitori didattica a distanza non significa semplificazione.

A Torino i primi test

Le soluzioni, verranno verificate, nei prossimi giorni, in 7 scuole del Piemonte, attraverso dei “beta test”, che riguarderanno tutte le successioni organizzative: dai turni, all’uso degli spazi ed ai flussi di entrata ed uscita. Il tutto, per rideterminare le attività, in rapporto alla tutela della salute, oltre che ai bisogni dei piccoli utenti e delle loro famiglie.

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